Birre e birrifici in Piemonte

Questa sera a Caluso, presso l’hotel Erbaluce, si è svolta la serata dedicata alla birra e più specificamente alla produzione di birra artigianale in Piemonte. Il relatore della serata è stato, come già indicato in passato, uno dei sommelier della delegazione del Canavese nonchè membro dei MySobry (Arzaman).
Dopo un rapido cappello introduttivo, Arzaman ci ha condotto per mano nel variegato mondo della birra: ovviamente per ragioni di tempo ci si è potuti pemettere solo una panoramica, ma che ha sicuramente reso l’idea nel mostrare il fenomeno nella sua totalità.
Nell’ambito dell’Ais la birra è trattata in una serata durante il corso di primo livello, anche se ultimamente sta prendendo sempre più piede l’interesse nei confronti di questa bevanda, che almeno in Italia è stata spesso relegata al ruolo di comprimaria sia nei confronti del cibo sia, soprattutto, nei confronti del vino.
Vino e Birra, hanno medesima dignità: storicamente, nel processo produttivo, nella varietà degli stili, nella quantificazione economica, nella diffusione e nella ricercatezza degli abbinamenti. Con esempi calzanti tutte queste varie dimensioni sono state man mano ampliate; sicuramente degni di interesse e di approfondimento sono stati gli aspetti storici come la nascita in Mesopotamia, lo sviluppo nel Medioevo, l’editto sulla purezza del 1516 fino ad arrivare alla produzione industriale odierna e gli aspetti economici, con le produzioni ed i consumi che fanno impallidire. La concentrazione della produzione mondiale è in mano a pochissime realtà industriali che muovono milioni di dollari e che accentrano anche le produzioni locali meno potenti. In Italia la situazione è analoga a molti paesei europei, pur collocandosi all’ultimo posto a livello di consumi procapite (31 l contro i 77 della media EU) e a livello di produzione.
Oltre a una descrizione di cosa è la birra, delle metodologie di produzione, conservazione e di servizio, la serata ha cercato di focalizzare la propria attenzione su quella che viene definita birra artigianale ossia un prodotto che:
– non è pastorizzato
– non è filtrato
– è senza conservanti
– è un prodotto fresco da consumare rapidamente
– è un prodotto di unità produttive medio-piccole con una distribuzione prevalentemente locale
La produzione della birra artigianale ha avuto origine negli Stati Uniti a metà degli anni ’80 del ‘900; in Italia, i primi “visionari” (Baladin a Piozzo, provincia di Cuneo, ad esempio) partirono a metà degli anni ’90 nel Nord Italia: attualmente in Piemonte esistono circa una trentina di realtà produttrici.

Nel corso della serata sono state presentate 6 birre di 5 realtà del Piemonte.
1) Valle Cellio – Birra di riso Ambrata (4,4%)
Birra ad alta fermentazione, dal colore ambrato tenue e limpido, Al naso note agrumate e leggermetne speziate (poteva ricordare il chinotto); in bocca frizzante, fresca e leggermente piccante, di facile beva e piacevole; da aperitivo
2) Birra Gilac – Caesar (4,5%)
Birra a bassa fermentazione, colore oro ambrato leggermente velato. Al naso sentore di miele e di malto, leggermente affumicato. In bocca media frizzantezza, buon corpo non molto persistente.
3) Birrificio San Paolo – Birra Chiara artigianale (5%)
Birra ad alta fermentazione, colore dorato, leggermente velato. Al naso sentore di miele e di frutta. In bocca media frizzantezza, amarognola e persistente.
4) Birrificio San Paolo – Birra Ambrata artigianale (6,5%)
Birra ad alta fermentazione, colore dorato carico, quasi ambrato. Al naso sentori di frutta, agrumato e chiara sensazione del luppolo. In bocca di corpo, strutturata, delicatamente alcolica e molto persistente.
5) Birrificio Cita Biunda – Serpica Belgian Strong Ale (7,8%)
Birra ad alta fermentazione, colore dorato. Al naso sentori fruttati, speziati, miele. In bocca molto morbida, giocata molto sull’aspetto dolce, abbastanza persistente.
6) Grado Plato – Strada San Felice – Birra alla castagna (8%)
Birra ad alta fermentazione, ambrata. Al naso chiarissimo richiamo al miele di castano e alla castagna. In bocca buon corpo, equilibrata, con una bella componente alcolica e una nota amarognola piacevole e persistente.
E per chiudere è stata proposta una birra a sorpresa, la Deep Sleep, birra scura, con chiarissimi sentori di liquerizia, cioccolato e cannella; in bocca abbastanza consistente e piacevole, abbastanza persistente. Il produttore era Arzaman che si era dilettato nella produzione casalinga.
La serata è stata sicuramente un successo sia per la preparazione del relatore, che ha indicato con passione e competenza una via “alternativa” per comprendere meglio il mondo della birra, sia per la qualità delle birre degustate. La Serpica del birrificio Cita Biunda è stata quella che ha riscontrato maggior successo tra il pubblico. A parere di chi scrive la più interessante è stata la Birra Ambrata artigianale del Birrificio San Paolo.
Come di consuento anche il servizio dei sommelier della delegazione è stato impeccabile.

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