Elogio dell'invecchiamento – A. Scanzi

cover3Elogio dell’invecchiamento, scritto da A. Scanzi, sommelier e degustatore AIS, nonchè blogger e giornalista, rappresenta un passaggio obbligato per tutti coloro che in qualche modo, sia professionale, sia amatoriale, vogliono conoscere un po’ di più del mondo del vino.
In modo scanzonato, Scanzi (il gioco di parole è stato utilizzato per la prima volta da F. Ziliani) racconta della sua esperienza personale, del suo avvicinarsi al vino e di quanto ha appreso lungo questo percorso: e lo racconta non dimenticandosi mai di non prendersi troppo sul serio, con un po’ di sana autoironia, verso sè stesso e verso i sommelier in generale.
Il suo approccio non può che essere diretto e piacevole: ma al di là del divertimento, strumento utile per rendere il testo scorrevole e piacevolissimo fino all’ultima pagina, i contenuti sono trattati in maniera altamente professionale e con un taglio didattico utile che facilita l’apprendimento di numerose ìnformazioni.
Attraverso la descrizione di 10 grandi vini italiani (alcuni scontati nella loro grandezza, alcuni ricercati nella loro peculiarità), l’autore ci conduce in un viaggio nel mondo enologico italiano, raccontando tutto quello che va oltre la semplice analisi organolettica di un vino: è il racconto degli uomini e della cultura, di un mondo in continuo divenire e che spesso dimentica l’importanza del tempo e del “lasciare fluire il tempo” nel modo più naturale possibile. E citanto l’autore, “insegnandoci a riconoscere la vita segreta dei vini e ad apprezzare quella sottile arte che ne fa spesso dei capolavori: l’arte di invecchiare“.
Mondadori – STRADE BLU, pag. 312

Ok questa era una “recensione” volutamente seria… aggiungo che a Scanzi devo un 2-3 di punti per il mio esame da sommelier poichè nello scritto mi è capitata la domanda sul Sud Africa (presente tra le 100 domande contenute nel libro) e all’orale sono riuscito a ricordarmi un paio di cosette lette nel testo.
E poi gli devo un po’ di ore liete e divertenti trascorse in treno, dove in alcune occasioni i miei compagni di viaggio occasionali mi potevano prendere per idiota quando scoppiavo a ridere all’improvviso o mi emozionavo per alcune descrizioni e rimanevo imbambolato a guardare fuori dal finestrino lasciandomi cullare dalle parole appena lette…
E poi, al di là della piacevolezza estetica, Scanzi da prova di essere un sommelier competente e preparato… chissà quando diventerà relatore….

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