Ramíe 2007 – Il Tralcio

etichetta_ramieSabato scorso abbiamo fatto una gita nel pinerolese per andare a visitare le miniere di talco vicino a Prali (inserisco il qui il link a Scopriminera poichè è un’esperienza assolutamente interessante e coinvolgente). Tornando indietro abbiamo fatto una deviazione a Bricherasio poichè tramite il sito dell’Enoteca Regionale di Caluso avevo letto di alcune aziende vitivinicole della zona ed ero rimasto incuriosito, soprattutto per la produzione di alcuni vini con vitigni autoctoni. Quindi siamo andati fino al Tralcio: azienda che, se ho ben compreso, ha sostituito la cantina sociale di Bricherasio, con numerosi soci conferitori, e che tra le varie etichette presente il Ramíe e il Doux d’Henri, vini tratti da vitigni autoctoni. Devo dire che l’accoglienza è stata ottima: mi è stato dedicato molto tempo, le mie domande hanno trovato puntuale risposta con cortesia e pazienza. Alla fine sono uscito con 2 bottiglie di Ramie, 2 di Doux d’Henri (qui il post del relativo assaggio), 2 di Rosso Pinerolese (post) e una di una selezione di un Dolcetto della zona. Durante la visita mi è stato fatto assaggiare un passito fatto con Doux d’Henrì, molto particolare, il Curbaran (nome dialettale della zona in cui si trova la cantina): il colore è un rosso rubino con sfumature granato, il profumo di confettura e di spezie e un discreto equilibrio tra morbidezza, calore e freschezza. Un vino che poteva in qualche modo ricordare il Recioto, pur non possedendo la medesima morbidezza. Purtroppo non ho potuto portare via alcun esemplare poichè terminato: se ne riparlerà nell’autunno.

Prima di parlare del Ramíe, alcune notizie sulla Doc Pinerolese: ottenuto il riconoscimento nel 1996, la Doc si estende per alcuni comuni della provincia di Torino e di Cuneo. I vitigni principali sono Barbera, Bonarda, Freissa, Dolcetto, Nebbiolo, Neretto, Doux d’Henrì ed altri autoctoni. Il Ramíe è un assembraggio di Avanà, Avarengo, Neretto e Lambrusca, unicamente prodotti nei comuni di Pomaretto e Perosa Argentina (valli Chisone e Germanasca).

Il Ramìe è un vino di montagna (da 600 a 1.100 m s.l.m.), prodotto in un ambiente ostile: terreni fortemente pendenti, suoli sassosi e oggettive difficoltà nella raccolta, rendono questo vino molto particolare e scarsamente prodotto (15.000 bottiglie annue). Non è portato per l’invecchiamento e va consumato entro 2-3 anni dalla vendemmia.
La bottiglia che ho aperto questa sera, circa un’ora prima di consumarla, presentava un bel colore rubino scarico con riflessi granato, abbastanza consistente; al naso discretamente complesso, con sentori leggeremente vinosi, fruttati (ciliegia, lampone) e floreali (lavanda). In bocca è secco, caldo e abbastanza morbido, fresco, lievemente tannico (molto piacevole) e sapido. Un buon equilibrio, finale leggermente vanigliato e floreale, abbastanza lungo: “chiama” cibo (l’ho bevuto con alcuni salumi e formaggi e devo dire che l’abbinamento era piacevolissimo). Una gran bella scoperta.

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