Barolo 2005 e Borgogna Cote d'Or 2006

p5010023E dopo le degustazioni libere e la degustazione con Barolo, Barbaresco e Chateauneuf du Pape, ho concluso il mio primo maggio albese con questa degustazione molto interessante. Il relatore è stato sempre Francesco Falcone che ha confermato quanto di buono detto in precedenza.

Qui è uno scontro tra titani: oltre a giocare sul terroir qui abbiamo anche una battaglia tra vitigni: Nebbiolo contro Pinot Nero, i due vitigni forse più difficili al mondo. In embrambi i casi abbiamo vini da grande invecchiamento, un’estrema parcellizazione dei territori e delle vigne, eterogeità stilistiche tra produttori e soprattuto estrema importanza che si deve dare al millesimo…

In Borgnogna il 2006 è stata un’annata caratterizzata da eterogeneità notevole, la variabilità climatologica molto evidente. Potenzialmente l’annata è stata grande, più elegante e meno potente rispetto al passato.

I vini degustati sono stati:

Borgogna Nuits Saint Georges 1er Cru “Les Pruliers” 2006 – Henri Gouges
Rosso granato, non troppo carico, al naso è un po’ chiuso; subito fa pensare alla carne, al sangue; poi si apre su sentori fruttati e addirittura leggermente erbacei. In bocca è caldo, abbastanza fresco, tannico (tannini ancora un po’ rustici ma non astringenti). Abbastanza persistente e lungo, è in evoluzione.

Borgogna Clos des Lambrays Grand Cru 2006 – Clos du Lambrays
Rosso granato scarico, leggerissima unghia aranciata, limpido. Al naso si apre con sentori floreali e fruttati (frutta sotto spirito), speziato (tamarindo, pepe) e una leggera nota balsamica. In bocca è perfetto: secco, caldo, morbido, fresco, tannico, sapido, in mirabile equilibrio. Grande vino, emozionante: applausi a scena aperta.

Borgogna Clos de Vougeot Grand Cru 2006 – Jean Grivot
Rosso rubino carico con evidenti riflessi granato; speziato (pepe e vaniglia) e una forte componente minerale. In bocca non convince: molto fresco ma non molto morbido e tannini duretti. Vino molto maschio, duro, molto meglio al naso che in bocca

Borgogna Chapelle-Chambertin Grand Cru 2006 – Traper et fils
Rosso granato con riflessi aranciati; note fruttate e balsamiche (timo) e di nuovo la sensazione ematica trovata nel primo vino; in bocca è piacevole, manca forse qualcosa in freschezza; tannini ancora da affinare, ma in divenire potrebbe essere un grande vino.

Barolo 35 Annate 2005 – Parusso
Rosso granato con riflessi aranciati; note fruttate, speziate e vegetali, quasi balsamiche; in bocca è pieno, quasi del tutto equilibrato, con i tannini che stanno evolvendo. Per il resto è splendido.

Barolo Brunate 2005 – Marcarini
Rubino con unghia granata. Speziato e nota minerale; un briciolo di riduzione. In bocca caldo, morbido, fresco, tannino un po’ ruvido, abbastanza persistente. Corposo e pesante, deve evolvere

Barolo Colonnello 2005 – Conterno Aldo
Rosso granato; al naso fruttato (frutta cotta), balsamico, speziato (legno [troppo…], vaniglia e pepe); in bocca è bello ed equilibrato, persistente, tannnini già domati e freschezza otimale. Peccato quel sentore eccessivo di legno, altrimenti sarebbe un altro vino spettacolo…

Barolo Margheria 2005 – Azelia
Rosso granato carico; florale e fruttato, speziato, in bocca è caldo, morbido, abbastanza fresco, con tannini ancora un po’ ruvidi. Discreto equibrio, non ancora pronto (dello steso produttore ho assaggiato il 4 maggio anche il Barolo Bricco Fiasco 2005)

Sostanzialmente la sfida è finita in pareggio; ma ho l’impressione che nel lungo periodo daranno più soddisfazione i Borgogna. Spero di sbagliarmi e tra un paio di anni correggere questa previsione; è però un dato di fatto che Nebbiolo e Pinot Nero sono due grandi vitigni e i loro vini possono regalare emozioni uniche…

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