Chardonnay di Chablis – degustazione AIS Canavese – 22 maggio 2009

Venerdì sera presso l’Hotel Erbaluce di Caluso si è tenuta la serata che ha visto protagonisti 6 Chardonnay di Chablis; relatore della serata è Michele Re, sommelier e grande conoscitore della vitivinicoltura francese.

Chablis è collocato nella zona della Borgogna, a 130 km a nord di Beaune; ma la cosa più curiosa è che si trova a soli 50 km dalla zona dello Champagne e a 180 km da Parigi. Il suo essere così a nord (si trova all’incirca sul 48° parallelo), gli aspetti climatologici (clima semicontinentale, inverni rigidi e gelate tardive frequenti) e le tradizioni produttive radicate nel corso dei secoli, rendono unico questo terroir ed i suoi vini. La storia di Chablis la tradizione enologica affondano le proprie radici nell’alba del Medioevo ed è strettamente legato monachesimo francese; vi sono testimonianze che raccontano di come i monaci coltivavano la vite fin dal 865 d.C.

Nel corso dei secoli i vini di Chalbis conobbero alterne fortune: nel secondo dopoguerra, dopo un altro momento di grossa crisi, ai vini di Chablis venne riconosciuta l’AOC (che li suddivise in Petiti Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Gran Cru) che favorì la nascita di vini che hanno donato celebrità a questa denominazione in tutto il mondo. I vini di Chablis sono generalmente contraddistinti da un colore paglierino scarico con forti riflessi verdolini e da freschezza e sapidità notevoli.
Ecco qui i vini degustati:

fevreChablis 1er cru Montmains 2006William Fevre
Giallo paglierino con una leggerissima unghia verdolina, abbastanza consistente nel bicchiere; al naso sentori fruttati e floreali delicati, con qualche ricordo erbaceo ed una nota minerale che emerge molto decisa con il passare dei minuti; in bocca entra deciso, avvolgendo la bocca con una piacevole morbidezza; freschezza e sapidità sono presenti ma non potenti come invece accadrà in vini degustati successivamente. Discretamente persistente

forestChablis 1er cru La Forest 2006Dauvissat
Giallo paglierino con evidenti riflessi verdolini; al naso questo campione è giocato più sulle note fruttato-agrumato e floreale, mineralità meno presente rispetto al campione precedente; ma in bocca la freschezza e la sapidità la fanno da padrone, seppur alleggerite da una nota vanigliata che lascia presumere un passaggio in botte. Persistente

tonnereChablis 1er cru Montee de Tonnere 2004Raveneau
Un bel colore paglierino pieno, abbastanza consistente; i sentori minerali e fruttati (molto tenui) sono i più chiari; in bocca è potente, la freschezza e la sapidità sono evidentissime tanto da conferire a questo esemplare una persistenza lunghissima, quasi eccessiva, rendendolo poco equilibrato. Vino da domare, che sembra essere molto più “giovane” rispetto ai suoi 5 anni di vita.

fourchaumeChablis 1er cru Fourchaume 2004O. Leflaive
In questo caso il colore giallo paglierino è di nuovo accompagnato da riflessi verdolini; al naso emergono faticosamente sentori floreali e fruttati molto delicati e qualche ricordo speziato (vaniglia), dando l’idea di trovarsi di fronte ad un vino chiuso ed in divenire. L’impressione è confermata dall’assaggio, dove la morbidezza è molto più evidente rispetto ai campioni precedentemente assaggiati; freschezza e sapidità presenti ma non in evidenza.

grenouilleChablis Grand Cru Chateau Grenouille 2005La Chablisienne
In questo Grand Cru il colore paglierino è pieno; bella pulizia al naso, con sentori minerali e fruttati (ananas) netti; in bocca vino discretamente equilibrato, con sapidità in evidenza e freschezza ben bilanciata dalla morbidezza. Finale lungo, chiude con una nota vanigliata abbastanza piacevole.

lescloseChablis Grand Cru Les Clos 2004Joseph Drouhin
Altro Grand Cru ed altro giallo paglierino pieno, forse addirittura con qualche primo riflesso dorato; note speziate di vaniglia accompagnate da sentori fruttati ed una delicata mineralità, rendono questo vino molto suadente al naso; in bocca è perfettamente bilanciato in ogni sua parte, abbastanza persistente con finale di vaniglia. Vino fin troppo perfetto, quasi ruffiano e poco “Chablis”.

Buona serata ben condotta da Michele e ottimo il servizio della brigata dell’Ais Canavese, che ha segnato l’esordio al servizio di Andrea, mio collega di corso e uno dei più giovani tra i sommelier diplomati nell’ultima “nidiata”. Per chiudere posso dire di aver bevuto dei buoni vini ma, ad essere sincero, nessuno mi ha regalato particolari emozioni. Ma questo è puramente soggettivo…

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