Venerdì 1° maggio si è svolta Vinum in quel di Alba; oltre alle degustazioni libere (di cui ho parlato qui) erano in programma alcune degustazioni guidate. Qui vi racconterò quella che ha visto protagonisti in anteprima due vini piemontesi (Barolo 2005 e Barbaresco 2006) e un francese (Chateauneuf du Pape 2007, che già lo scorso anno era stato degustato sempre ad Alba: qui il post).
Rispetto allo scorso anno la location è decisamente più comoda, luminosa e spaziosa e il servizio dei sommelier è stato ottimo; quello che più mi ha colpito è stato il relatore, Francesco Falcone: ragazzo giovane (è del 1976) molto preparato con una capacità rara di saper raccontare di vino ed il vino in maniera semplice ed accattivante, senza alcuna spocchia o cadendo in inutili tecnicismi. Magari adotta un linguaggio non troppo ortodosso, ma proprio questo lo rende ancora più interessante; sicuramente un fuoriclasse, uno dei possibili modelli da prendere ad esempio per parlare di vino e del suo mondo.
La degustazion è partita con un’introduzion in cui si illustravano le principali peculiarità della zona di produzione di Chateauneuf du Pape e del senso della comparazione che si andava a fare; da un lato Barolo e Barbaresco sono monovitigno mentre CdP prevede un blend di diversi vitigni (in origine 13, ora solo più 3), ma è indiscutibile che tutte e tre le tipologie sono ben rappresentative di un certo territorio: nascondo il vitigno per dare maggiore spazio al terroir. E questo è evidente anche nei nostri Barolo e Barbaresco: un vino di Treiso è sicuramente diverso da uno di Neive e all’interno dello stesso comune il terroir regala sensazioni diverse.
I vitigni più utilizzati in CdP sono Grenache (vitigno principale, simile al Cannonau, dà vini austeri e speziati), Syrah (colore) e Morvedre (tannini, acidità e struttura; molto salino e minerale); sono vini mediterranei e vicini alla nostra sensibilità degustativa. Non esistono regole per l’affinamento: legno, acciaio o cemento, è una scelta fatta dal singolo produttore; il 2007 non ha regalato vini potenti, sono più fruttati e freschi (infatti ci si aspetta una grande annata per i vini bianchi). I vini in degustazione non sono ancora pronti: i campioni sperimentati sono stati inviati in anteprima e non sono ancora commercializzati (questo è stato reso evidente da una certa “sofferenza”).
I vini degustati sono stati (nell’ordine CdP, Barbaresco e Barolo)
Chateauneuf Cuvée Tradition 2007 – Chateau Montabor
Vinificato in maniera tradizionale (vengono utilizati anche i raspi), matura in acciaio. 75% di Grenache, 15% Morvedre e 10% Syrah.
Rosso rubino carico, impentrabile, abbastanza consistente, sentori fruttati, erbacei e leggermente balsamico. In bocca abbastanza potente, decisamente caldo, fresco e sapido, con un tannino abbastanza deciso. Finale amarognolo.
Chateauneuf Cuvée Barberini Rouge 2007 – Domaine de la Solitude
Affina in legno. 70% grenache, 15%Morvedre, 15% Syrah
Rosso rubino molto cupo, scurissimo, al naso emerge subito la nota speziata del legno, leggermente fruttato e floreale. In bocca è caldo, fresco, con un tannino ancora più importante rispetto al precedente (infatti è molto più ruvido e duro).
Chateauneuf Cuvée Cornelia Costanza 2007 – Domaine de la Solitude
100% granche, affinato in cemento e legno.
Rosso rubino non troppo carico, sicuramente il colore è molto più scarico rispetto ai due campioni precedenti. In bocca è speziato (legno, vaniglia), fruttato (frutta matura) e balsamico, con una piacevolissimo profumo di macchia mediterranea. in bocca è equilibrato: buona freschezza, tannini già morbidi, lungo e persistente. Il più interessante tra i francesi.
Barbaresco Valeriano 2006 – Ada Nada (Treiso)
Bel colore rosso granato, con unghia aranciata. Fruttato e speziato, ha un vago sentore di “polveroso”; in bocca è caldo, abbastanza fresco con dei tannini morbidi ed una sorprendente mineralità. Lungo, lungo, persistente, ottimo assaggio. Chiama cibo e un secondo assaggio…
Barbaresco Gianmatè 2006 – Fratelli Giacosa (Neive)
Rosso granato un po’ più carico del precedente, con ancora qualche richiamo al rubino. Molto speziato e fruttato, in bocca pecca un po’ in freschezza ed i tannini non sono molto rotondi. Non lungo e neppure persistente. Deludente
Barbaresco Montaribaldi 2006 – Montaribaldi (Barbaresco)
Bel colore granato carico, limpido; fruttato, speziato e balsamico, è piacevolissimo. In bocca è abbastanza equilibrato, con freschezza ed alcol ben bilanciati; manca un po’ di tannino e di persistenza. Peccato, ma un vino da vedere in prospettiva nel medio-lungo periodo.
Barolo Arione 2005 – Gigi Rosso
Produttore “tradizionalista”, affinamento in botte grande. Rosso granato, al naso è un po’ chiuso, polveroso, con sentori di terra e solo in ultima battuta emerge un frutto tenue. In bocca è abbastanza caldo, abbastazna fresco, i tannini abbastanza morbidi. Manca un po’ in strutura, ma è un vino piacevole.
Barolo Cannubi 2005 – E. Pira & Figli
Rosso granato scarico, al naso mostra una piacevolissima nota floreale, fruttato e speziato (vaniglia e liquirizia); in bocca secco, caldo, morbido, fresco e sapido, con dei tannini splendidi. Equilibrato, lungo e persistente: già pronto per una beva più che soddisfacente. Ottimo assaggio, peccato la presenza di fondo nel bicchiere
Barolo Rocche 2005 – Oberto Andrea
Rosso grantao, il campione è stato penalizzato da un po’ di riduzione; qualche sentore fruttato e speziato. In bocca è un po’ deludente, scomposto e molto sapido. Da rivedere, al momento il vino non è pronto per essere bevuto.
Tirando le somme posso dire che a mio gusto Barolo e Barbaresco hanno “vinto”; gli CdP li ho trovati un po’, se mi si passa il termine, grossolani e non così “fini” come me li sarei aspettati; sono infatti rimasto leggermente deluso, cosa che l’anno scorso non era accaduta. Invece per quanto riguarda il Barolo ed il Barbaresco, penso che Pira per i primi e Nada per i secondi siano stati vini da applausi; sono comunque tutti vini “giovani” e il loro potenziale si dispiegherà nel corso degli anni. Ottima degustazione.

Interessante come sempre il confronto tra questi campioni…ma vista esperienza fatta lo scorso anno sugli Chateauneuf aprire una bottiglia del 2007 e’ davvero un infanticidio e non rende giustizia a questo grande vino !
Davide
Concordo. Sarà necessario rivedere questi appunti tra un annetto almeno… e a sentire Falcone sono proprio curioso di assaggiare qualche bianco 2007.. ciao!