Le età del gusto

Stavo rileggendo gli appunti delle degustazioni effettuate negli ultimi tempi e stavo riflettendo su come negli ultimi anni il mio gusto sia andato evolvendosi. Sarà banale, è come scoprire l’acqua calda, ma con il passare degli anni alcuni gusti e sfumature vengono colte con più precisione e piacere mentre altre sensazioni vengono tralasciate perché troppo “grossolane”.

Penso che esista un rapporto inversamente proporzionale all’età: in giovane età si ha bisogno di sensazioni “facili”, di vini fruttati e freschi, con strutture non troppo importanti. Questo rapporto cambia con l’avanzare degli anni, dove si riescono ad apprezzare maggiormente vini più austeri e difficili, lasciando da parte le sensazioni facili.

Fino a 5-6 anni fa il Barolo, il Barbaresco, il Brunello erano vini “difficili” se non addirittura imbevibili; oggi li sento più nelle mie corde, anche se lo è più il Barbaresco rispetto al Barolo.

E questo mi fa pensare che, per fortuna, il mio gusto avrà ancora modo per evolvere ed affinarsi. Vorrà dire che mi dovrò impegnare molto per affinarlo… 😉

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