Verticale 2002-2008 – Erbaluce La Rustia – Orsolani

Dopo le anteprime dell’Erbaluce 2008 (qui il post), ieri sera ho avuto il piacere di partecipare ad una verticale di Erbaluce, per la precisione ad una verticale 2002-2008 dell’Erbaluce “La Rustia” di Orsolani, uno dei produttori canavesani di punta (in passato avevo assaggiato, sempre di Orsolani anche l’Erbaluce “Al Bacio” 2008: qui il post).
La degustazione è avvenuta alla cieca, senza quindi conoscere né il produttore né l’annata; la sequenza con cui andrò a raccontare questa degustazione non segue quindi il reale ordine con cui abbiamo assaggiato i vari campioni. Oltre ai 7 vini di Orsolani erano presenti 2 Erbaluce, sempre di Orsolani, quali il Vignot “S. Antonio” (annate 2006 e 2007)
Durante la degustazione alla cieca abbiamo giocato cercando di indovinare l’annata di appartenenza e tentando di individure i due estranei; non sono mancate le sorprese e gli errori macroscopici… però in qualche caso ci ho pure azzeccato…
Prima di procedere alla descrizione dei vini faccio un paio di divagazioni, che magari in futuro approfondirò. In primo luogo l’utilità di questa verticale che va oltre il semplice assaggio di 9 campioni; mi trovavo in presenza di un degustatore molto preparato e raffinato, che mi ha trasmesso sensazioni ed emozioni, cultura e nozioni ma allo stesso tempo ha saputo dare spazio anche al neofita quale sono io, correggendomi e suggerendomi possibili sensazioni, in un clima di assoluta serenità e tranquillità; questo è un processo formativo fondamentale per chi come me è interessato a crescere e sperimentare.
In secondo luogo una verticale del genere permette di comprendere come l’Erbaluce sia un vino dalle potenzialità inespresse e dotato di stoffa per invecchiare. Infatti vini del 2002 e 2003, annate sicuramente non ottimali, sono state sorprendenti per resa e piacevolezza.
Domenico Tappero, organizzatore della serata ed eccellente padrone di casa, ha scritto un post su MySobry che approfondisce maggiormente le descrizioni che seguono (si veda Erbaluce Sorprendente)

2008
Ecco l’Erbaluce nella sua immediatezza e nella sua franchezza: paglierino scarico con riflessi verdolini, in bocca è fedele al suo terroir con sensazioni erbacee e minerali e un vago sentore di frutta (pera); in bocca è secco, caldo, freschissimo (nulla da invidiare agli Chablis della scorsa settimana); equilibrato (nel suo essere Erbaluce), lunghissimo e piacevolissimo. Dopo 24 ore la freschezza è ancora presente e le sensazioni erbacee ed agrumate sono quasi debordanti. Un vino da prendere, dimenticare in cantina e riassaggiare tra un 5-6 anni; penso che regalerà belle sorprese.

2007
Giallo paglierino scarico, subito era un po’ chiuso; aprendosi ha dato sensazioni minerali e fruttate, ma senza particolare energia e complessità. In bocca questo campione era un po’ più deciso: sapido e fresco, abbastanza caldo e morbido, con una bella persistenza. Finisce lungo con un retrogusto agrumato e piacevole che chiama cibo.

2006
Altra sorpresa della serata: già il colore paglierino scarico con riflessi verdolini non lasciava certamente presagire un vino di 3 anni: l’olfatto era piacevolissimo e discretamente complesso, con sentori minerali chiarissimi, fiori bianchi (gelsomino) e salvia. In bocca è poi ancora più sorprendente: freschissimo e sapido, secco e caldo, abbastanza morbido, dimostrava un bell’equilibrio e una persistenza decisa. Sorprendente

2005
Giallo paglierino scarico, anche se mostrava qualche riflesso dorato; al naso erano evidenti i sentori di erbe aromatiche e un sentore dolciastro che personalmente mi ricordava qualche spezia. In bocca era un po’ deludente: caldo e morbido ma non supportato dalla freschezza. Un po’ anonimo e chiuso, ma che non si è evoluto stando nel bicchiere

2004
Giallo paglierino con riflessi dorati, al naso denota una giovinezza sorprendente: frutta fresca e fiori bianchi, leggermente erbaceo (quasi un sentore di ortica); in bocca nuovamente morbido, non molto fresco, chiude leggermente amarognolo e vegetale, dando una bella corrispondenza naso-bocca. Piacevole nel suo insieme seppur non esaltante.

2003
Giallo paglierino con qualche riflesso dorato, sembrava molto più giovane; anche al naso note floreali e fruttate delicate accompagnavano la mineralità decisa; in bocca entra morbidissimo e poi si apre con la freschezza e l’alcool ottimamente bilanciati. Tondo, a 360°, sorprendente. Riassaggiato a 24 ore di distanza la freschezza è vivissima e la mineralità è ancora più evidente. Chapeau…

2002
Giallo dorato pieno; tra tutti i campioni era quello che dal colore denotava più anzianità; ed infatti si è rivelato essere il più vecchio, Immediatamente versato era chiusissimo, non lasciava trapelare alcun profumo, se non un leggerissimo sentore floreale.. con l’aumento della temperatura ed il passare dei minuti lo spettro olfattivo è diventato più vario, con ricordi di erbe officinali ed aromatiche e sentori minerali. In bocca è piacevole e morbido, non eccessivamente caldo e con una freschezza ancora percepibile. Non molto lungo e persistente, peccato.. anche se questo aspetto non toglie nulla alla piacevolezza di questo campione.

I due “estranei” erano Erbaluce il Vignot S. Antonio del 2006 e del 2007; in entrambi i casi colori molto scarichi e tenui; al naso entrambi denotavano note leggermente diverse rispetto ai precedenti; quello del 2007 al naso era giocato molto sulla freschezza (fiori e frutta), poco minerale mentre quello del 2006 aveva un sentore quasi di miele e leggermente salmastro (minerale sì, ma diverso dai precedenti). In bocca il 2006 è molto morbido ma supportato da una bella freschezza, piacevolissima, che viene fuori dopo pochi istanti e gli dona una persistenza incredibile; il 2007 invece è un po’ corto e con poco corpo. Molto meglio al naso che in bocca.

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