Barbera: vino tipicamente piemontese, a tutto pasto. Poi, a seconda delle zone di provenienza, puoi aspettarti maggiore morbidezza o maggiore freschezza, tannini mai ingombranti e discreto equilibrio. Questa sera ho assaggiato questa Barbera d’Asti “Reiss” 2008 della Cascina Christiana, produttore di Nizza Monferrato. Che dire? Non mi ha convinto per niente: colore rosso porpora con riflessi rubino, al naso presente note vinose e sentori fruttati e floreali grossolani, sgraziati. In bocca emerge subito la nota di freschezza e quella fruttata, con una leggero pizzicorio che fa quasi pensare ad una leggera effervescenza e l’alcool che si fa strada a gomitate.. insomma, la sensazione è quella di bere un succo d’uva alcolico ed acidissimo, in piena fermentazione… vino troppo giovane che avrebbe bisogno di maggiore affinamento e riposo, proposto con troppa fretta. Ne riparliamo tra un anno almeno??
Barbera d'Asti Reiss 2008 – Cascina Christiana
– 6 giugno 2009Posted in: Piemonte, Vino Italia

Mi è capitato di provarlo proprio ieri (ahimé)…
Condivido in pieno la tua analisi: un vino scomposto e irrisolto, dove l’alcool scalda e appesantisce l’ingresso in bocca, mentre un eccesso di acidità non supportata da un estratto adeguato fa la sua repentina apparizione solo alla fine, e ti domandi da dove sbuchi, dove si sia nascosta sino ad allora. Mi sono posto la medesima domanda: era davvero necessario fare uscire così presto un 2008? Ma temo (anche se una seconda opportunità non si nega a nessuno) che il tempo non aiuterà a risolvere problemi strutturali di impostazione. Ancor più se chi me l’ha proposto in assaggio mi ha detto di aver scelto questa annata perchè il 2007 sparava un alcool troppo prepotente…
Wow, grazie per la visita. Non nascondo che il tuo commento mi solleva e mi conforta, supportando quanto avevo scritto; temevo di essere stato troppo aggressivo. Ma se anche tu hai avuto la mia stessa impressione, allora si può afffermare o che abbiamo entrambi trovato bottiglie scadenti (?!?!) oppure che questo vino necessiterebbe di più tempo. Lo riproverò sicuramente perchè è giusto verificare cosa può apportare l’evoluzione; ma quanto tu affermi sul 2007 accende un campanello d’allarme proprio sull’impostazione di questi vini… a presto!!
Non conosco direttamente il vino ma rimane sempre il perchè descrivere un vino che nn piace, di vino scomposti ce ne sono molti, parliamo invece di quelli fatti con una certa maestria.E’ vero che può essere di stimolo all’azienda per migliorare, ma forse sarebbe più utile dirlo tramite mail che pubblicamente su un blog nn trovi? E’ come quando si vuole far cambiar atteggiamento ad una persona mi sembra più corretto ma più difficile dirglielo a tu per tu che nn pbblicamente su un blog.
Comunque se il vino è acido tra uno due dieci anni sarà ancora acido, l’acidità nn evolve se nn per rifermentazioni(malolattica) o per precitapitazioni tartariche.
Tanti saluti
giovanni
La risposta al sig. Giovanni era in un altro post, a seguito di un altro intervento del lettore
Buongiorno Giovanni,
a me è capitato qui sopra di commentare un post su un vino da me provato. Rispondo evidentemente di questo e non dei “perchè” del titolare del blog.
Ciò premesso, e premesso anche che il vino è la mia occupazione, non condivido la tua opinione: chi produce un vino, lo imbottiglia, lo vende, si apre alla valutazione dei suoi clienti, nè deve temerne critiche o apprezzamenti, ma anzi stimolarli e farne tesoro.
Riguardo al ruolo di un blog io credo all’opposto che la sua funzione sia di dare la propria opinione sui vini assaggiati: positiva o negativa che sia. E che questo sia un “servizio” eccezionale, reso possibile dalla “rete” oggi.
Se così non fosse, se tutti si limitassero alla descrizione dei vini che sono piaciuti, ci troveremmo nella paradossale situazione in cui TUTTI i vini di cui si parla in Internet -ormai la principale fonte di informazione per il pubblico- sono buoni. E così non è.
A me interessa, nello scegliere e nel farmi un’opinione, ascoltare anche quella degli altri, poi confrontarla con la mia, e decidere se i miei gusti sono o no in sintonia, per esempio, con quelli di Enofaber che qui ci ospita.
Cordialmente,
Dan
Grazie Dan, il tuo intervento è sicuramente molto equilibrato. Come affermi in conclusione del tuo intervento, l’utilità della rete è il poter confrontare diverse opinioni: in assoluta libertà e serenità. Senza avere la pretesa che le proprie parole siano verità metafisica e mistica: ho sbagliato nell’analisi di un vino? Oppure la bottiglia che ho assaggiato aveva dei difetti? Può capitare. E se un vino è non buono, per me, non è detto che non possa piacere molto ad altri. Il bello della degustazione, almeno dal mio punto di vista, è proprio questo: non esiste il palato od il naso perfetto. E poi, come in ogni cosa, il proprio background culturale e di emozioni muove i nostri sensi: l’altro giorno, ad esempio, ho assaggiato un vino che nell’immediato mi ricordava un profumo legato alla mia infanzia. E quel vino è diventato immediatamente affascinante e piacevole. Sul parlare o meno dei vini non buoni ho già espresso la mia posizione: non vedo perchè non dovrei farlo. La mia è solo un’opinione tra le tante. Ma per me è importante segnarla, per poterla confrontare. E non penso di poter modificare od indirizzare i gusti delle persone: al limite posso incuriosirli. A presto.