La chiusura del cerchio

berl8 ottobre 2007 – 12 giugno 2009
Queste due date rappresentano l’inizio e la fine di un percorso splendido e faticoso che mi ha portato, ieri, a ricevere il diploma di Sommelier presso la Berlucchi. L’inizio fu scoraggiante: fumatore (25 sigarette/die), arrivai al corso dove tutti sentivano profumi e gusti, dove tutti bevevano grandissime bottiglie e avevano già tre lauree in enologia, viticoltura e comesobanfarebenedivino… soluzioni? Ho smesso di fumare di colpo (e resisto) ed ho finito il corso passando l’esame, a differenza di alcuni….
La descrizione della giornata la si può esaurire in poche parole: viaggio (mia moglie ed io con la nostra macchina, il resto della delegazione con il pullman), visita alla cantina Berlucchi, pranzo, premiazione e rientro. Tutto molto tranquillo e piacevole; chiacchere con alcuni colleghi, qualche battuta qua e là. I colleghi di Gattinara, meno numerosi rispetto a noi, anche loro con gli stessi ritmi e le stesse emozioni.
Degna di menzione è l’atmosfera durante la consegna dei diplomi: visi abbastanza tirati ed emozionati, sebbene l’esame fosse oramai uno sbiadito ricordo del passato (18 dicembre 2008). Come ho scritto all’inizio è la chiusura di un cerchio. Sommelier non professionista e che ha un mare di cose da imparare: come giustamente disse il delegato di Ais Torino, Mauro Carosso, questo è solo il primo passo. Ora ne devono seguire centinaia, se non migliaia di altri, per imparare un po’ di più del mondo del vino. Ma vi assicuro, per chi non ci è passato, che già questo primo passo è stato faticoso: lo studio, l’incertezza di un esame difficile ed impegnativo, il dover educare poco alla volta i propri sensi nel tentativo non di indovinare ma di fare il minor numero di errori, provando a comprendere un mondo “chiuso” in un bicchiere.
Il mondo del vino è un’ottima metafora della vita e ogni bottiglia potrebbe identificare persone e caratterialità: alcuni vini sono chiusi e poi splendidi, altri solo ruffiani, altri ancora deludenti, altri sorprendenti. Anche perchè una bottiglia di vino non è solo un contenitore di un liquido: è l’insieme di un mondo, vite che si intrecciano, natura e uomo che collaborano o entrano in conflitto. Ecco, il mondo del vino è veramente, senza troppa enfasi od esagerazione, il mondo della vita.
Di persone, in questi 18 mesi, ne sono passate tante; alcuni sono fotogrammi e momenti, altri mi hanno insegnato moltissimo e sono presenze che mi accompagneranno a lungo; mi piace ricordare Leone Pericci ed Andrea Benedetto, i due docenti canavesani che con il loro amore per il mondo del vino e il loro entusiasmo hanno aperto la strada al mio apprendimento; Domenico Tappero ed gli amici di MySobry, che mi hanno fatto innamorare ancora di più di questa terra meravigliosa che è il Canavese; il Delegato Massimo Capadura, attento e rassicurante; una menzione speciale va a Livio Tosi e Lucia Colombo, le menti e l’anima del sito Ais Canavese che si sono fidati e mi hanno permesso di scrivere e collaborare con loro, dandomi enorme fiducia e che indirettamente hanno dato il via ad Enofaber, il mio progetto di comunicazione enoica in cui vorrei credere molto e che desidererei far crescere il più possibile (il condizionale è d’obbligo, vista la mia caratterialità).
Ma soprattutto, sarà banale ma sentito, un grazie a mia moglie e al mio piccolo grande uomo che hanno sopportato e sopportano questa mia passione e che mi danno fiducia. Grazie di cuore.

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