Emozioni ad alta quota

P7050011Un concerto canoro all’alba a 2534 metri di quota, in mezzo alla neve e alle montagne (qui alcuni scatti). Stare con le persone che si amano, tua moglie e tuo figlio, e sentire in quell’attimo, lontano da tutte le questioni della quotidianità, di essere in equilibrio, di sentire per qualche istante la serenità dentro di sè. Stamane quando ho letto questo articolo di Sartore su Intravino, in cui parlava di irrazionalità enoica ho riassaporato per un momento quella sensazione di pace e serenità ed ho ripensato alla colazione “montagnina” al rifugio: salumi, formaggi, toma veja e vino; probabilmente barbera, visto che per dirla alla piemontese “a mussa”, è leggermente frizzante, freschezza spintissima e tenore alcolico non indifferente. Ma in quel momento, con la pace e la gioia che avevo dentro, era il vino giusto; sicuramente, in altre circostanze, di un vino del genere avrei detto le peggiori cose. Questa volta no: andava benissimo così, non potevo che aspettarmi un vino del genere in quel luogo ed in quel momento: e mi andava bene così. E questo rafforza la convinzione che ogni vino per essere apprezzato al meglio, necessita di animo sereno e quieto, anche se è un vino di per sè pessimo. Perchè ogni vino è una piccola-grande emozione che merita il giusto approccio…

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