Pinot Nero Alto Adige DOC 2006 – Cantina di Terlano

pinot_terlanoQuesta sera ho bevuto un Pinot Nero dell’Alto Adige (Blaubungunder) del 2006, prodotto dalla Cantina di Terlano. Dello stesso produttore avevo assaggiato il Lagrein Gries Riserva del 2004 e mi ero trovato decisamente bene. Il Pinot Nero di questa sera, un po’ per la tipologia di vino, un po’ per il modo in cui è stato servito, è stato sicuramente meno “facile” e un po’ più controverso. Rosso rubino scarico, si presenta limpido e luminoso, con una bella vivacità visiva; al naso mostra note di frutta leggermente sotto spirito e alcuni sentori che potrebbero essere ricondotti a certe erbe aromatiche e a un “non so che” che mi ha ricordato il profumo della terra bagnata… in bocca è caldo e mediamente fresco, sapido e con tannini ancora un po’ vivaci, in via di affinamento insomma. Discretamente morbido e abbastanza lungo, finisce con un retrogusto di liquirizia ed erbe aromatiche piacevoli e durevoli. Personalmente mi è piaciuto, soprattutto verso la fine dove il corredo olfattivo si faceva sempre più particolare. Allo stesso tempo, però, mi tocca ribadire che ad oggi non è un vino facilissimo e di quelli che berresti in continuazione. Da vedere in evoluzione. (Jacopo Cossater, su Enoiche Illusioni, ne aveva parlato qui nell’ottobre 2008)
Nota a margine: prima ho scritto che la degustazione è stata in qualche modo “segnata” dal servizio. Al tavolo la bottiglia è arrivata ad una temperatura decisamente elevata: come giustamente diceva il maestro A. Gori su Intravino, un vino rosso andrebbe servito a 18°, massimo 20°. Nel locale dove eravamo la temperatura era di almeno 25-26°. Ho chiesto (ed ottenuto) il secchiello di ghiaccio ed acqua per abbattere la temperatura, nonostante continuassero a dirmi “il vino si beve a temperatura ambiente” oppure “a me non piace il vino freddo“. Quindi ho proposto di assaggiare il vino prima del “trattamento ghiaccio” e dopo, valutandone le differenze. Prima del ghiaccio, il vino al naso si mostrava come una confettura alcolica con sentori di pelle bagnata intrisa d’alcool ed in bocca era sciropposo e “pastoso”… Alla fine, nonostante il ghiaccio e il fatto che il “vino si beve a temperatura ambiente”, la bottiglia è finita… e non (solo) per colpa mia 😉

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