Verdicchio Castelli di Jesi Riserva Novali 2004 – Moncaro

vini15_271_mdCi sono bottiglie che sono buone e piacevoli a prescindere dalla qualità intrinseca del vino: sono buone, ottime, eccellenti, indimenticabili, perché bevute con determinate persone, in certe situazioni e in un dato momento. E questi elementi conferiscono alla bottiglia una valenza unica. Ed è il caso di questa bottiglia della marchigiana Moncaro, un Verdicchio Riserva dei Castelli di Jesi del 2004. Premessa, il vino era ottimo di per sè: ma il berla in compagnia di Tirebouchon e Tartetatin ha fatto sì che la piacevolezza di questo vino aumentasse esponenzialmente. Potenza delle emozioni e delle parole che possono regalare le persone
Il vino, di suo, si presentava con un bel giallo dorato, luminoso e brillante, discretamente consistente: al naso ha impiegato qualche minuto a dispiegarsi, ma una volta smessa la fase della timidezza, si faceva notare per i sentori di frutta matura molto marcate (pesca, immediata e lampante, e poi a seguire la banana), una sensazione floreale ancora molto vivace (non dimentichiamo che ci troviamo di fronte ad un vino di 5 anni) e una mineralità impressionante. Lontani echi di spezie, una leggera vaniglia che emergeva con l’aumentare della temperatura, chiudevano il profilo olfattivo.
In bocca era poderoso: entrata decisa con una sapidità ed una freschezza dominanti, a ruota seguiva l’alcool che contrassegnava una struttura di tutto rispetto. E a rendere omogeneo l’insieme, arrivava una morbidezza piacevole e una leggera nota “dolce”, né stucchevole né tantomeno abbocccata, che rendeva la bevuta “facile” e leggera. Discretamente lungo, la bevuta si chiudeva lasciando in bocca un piacevole ricordo di frutta caramellata. Ottimo vino.
Ma ancor più piacevole viste le persone e la situazione.

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