Oggi è il compleanno di mio padre. Oggi sono 2 anni che ho smesso di fumare. Due anni fa iniziai il primo livello dei corsi Ais. Tanti motivi per festeggiare, insomma. E consapevole di questo strano incrocio, ho conservato per oggi una bottiglia donata da un nuovo amico: questa Barbera dell’Emilia IGT 2007 di Camillo Donati.
E, accidenti, sono rimasto folgorato. E mentre scrivo, è ancora nel bicchiere di fronte a me: sorprende per il colore, a cavallo tra un rubino ed un porpora, da cardinale. Ma ha ben poco di religioso.. anzi è l’antitesi, è, qualcosa di lussurioso, godereccio. E la spuma che ti presenta nel bicchiere appena versato è la conferma di un vino allegro, scanzonato, un po’ irriverente. Anarchico? Forse…
Questo è un vino sensuale, che non lascia spazio al “già ti conosco“. Sorpresa continua, mutevolezza. Al naso si sente l’uva, è genuino. Vino contadino verrebbe da dire: ma sullo sfondo ci sono note diverse, più raffinate, piccoli frutti rossi e un fiore, femmineo, la rosa.
In bocca stupisce per la progressione grassa, polposa del frutto e la freschezza decisa. Una sciabolata, corroborata dall’effervescenza e dall’alcool. Un vino che ripulisce la bocca. E chiama subito un altro assaggio. Chiama cibo, chiama una vitalità ruspante, fatta di pane e salame, visi e sorrisi schietti di contadini.
Ecco. Un vino schietto e sincero. Diretto. Che spara le sue munizioni dritte al cuore, ed al palato.
Grazie per il dono, Vittorio. Ottima bottiglia, e non banale, per festeggiare così tanti eventi.

Camillo Donati è stata una grande scoperta anche per noi emiliani, sabato spero di riuscire a visitare la sua azienda. Complimenti per la descrizione perfetta di questo vino.
Un saluto
Pat
Bhè, la sorpresa è nel trovare una tale barbera in Emilia. Prova d’autore, verrebbe da dire….
Grazie per la visita ed il tuo commento… A presto!
Faber
Comprendo bene cosa stai provando davanti a quel bicchiere …
Posso solo aggiugere alle tue preziose note che, se avrai la forza di avanzarne nella bottiglia, domani saprà stupirti nuovamente.
Ciao.
Giuliano
Mi sono costretto ad avanzarne… e non è facile perchè la bevibilità di questo vino è impressionante… ma tu già lo sai…
(nota per il lettore occasionale: Giuliano aveva già bevuto e descritto molto bene questo vino qui )… domani ti dirò.. vorrei provare ad assaggiarlo abbattendo leggermente la temperatura… secondo me non ci sta male.. che ne dici? Grazie per la visita ed il commento… Faber
Quella della temperatura di servizio dei vini rossi è materiale di lunghe discussioni (di solito davanti ad un bicchiere
).
Per come la vedo io vale la temperatura ambiente ricordando,però, che le cantine nel passato non erano quei cubi tiepidi di cemento che troviamo oggi !
Direi, quindi, non più di 15/16 gradi.
Scendo sempre davanti alla vivacità, naturale o indotta, per favorire ll palato ad accogliere la frizzantezza.
Non ti nascondo che questa bottiglia era fresca di frigo…
Grazie a te per la passione che trasmetti
Giuliano.
Ne discuteremo davanti a più bicchieri, è una promessa..
… però le tue parole confortano l’idea che mi sono fatto stasera… stasera la bottiglia era sui 19 gradi… se fosse stata più bassa, probabilmente, non avrei avanzato l’assaggio per domani… A presto!! Faber
Grande post.
Jacopo, grazie grazie grazie
Grande post! questo meraviglioso vino va bevuto a 15/16 gradi, d’estate quando fa caldo io lo tengo un pochino in frigo e poi è perfetto.
Sottolineo che questo vino costa franco cantina euro 3,90
Una piccola chicca: esiste uno jeroboam di barbera di Camillo Donati forse 2004 o 2005, da comprare
Adoro i vini di questo produttore e spero presto di organizzare qualcosa con i suoi vini, io in cantina li ho tutti, quasi tutti…(mi manca la croatina che è un loro nuovo esperimento e il cabernet franc unico vino fermo) ma a breve ci ritorno e prendo tutto.
Grazie Fabrizio!
Complimenti per la bella recensione e complimenti a questo produttore.
Vi sono grato per saper così bene valorizzare quello che io considero il mio vitigno preferito in assoluto : La Barbera !
Naturalmente se si parla di barbera le mie antenne sono tutte tese !
)
Ciao
Paolo
vabè, qui urge approvvigionamento.
Grazie a te Vittorio, per la bottiglia e il tuo commento. Davvero una sorpresa, una ottimo dono. Avvisami quando andrai da Donati… magari ti seguo
. Grazie ancora! Faber
Grazie Paolo… è davvero una gran bella barbera. Da provare! Faber
Assolutamente sì
A questo punto… quando capita ci metterò il naso dentro pure io ! Adoro il confronto con il sublime !
Ciao
Paolo
Ieri ho aperto il Barbera 2007 di Camillo Donati ed oggi l’ho riassaggiato per conferma.
Non riesco ad esprimere grande entusiasmo di fronte ad un vino dal naso “sporco” e dalla bocca disarmonica con note amarognole e fin troppo rustiche.
Il fatto che sia biologico, biodinamico o comunque naturale non mi basta…
Il vino deve esprimere equilibrio, dinamicità e piacevolezza di beva, questo Barbera non lo trovo piacevole, farà “bene”, ma io non bevo perchè me l’ha ordinato il medico.
E poi finiamola di crogiolarsi nel “vino con meno interventi possibili, lieviti indigeni, fermentazione senza controllo delle temperature, niente travasi, filtrazioni ecc. ecc.”, ci manca anche che l’uva si vendemmi da sola, si pigi, si svini e si imbottigli da sola… Ricordiamoci che la natura ha scopi diversi dai nostri, invece noi vogliamo un ottimo vino!
Buonasera Alberto, benvenuto e grazie per il suo commento. Personalmente, come ho scritto nel post, a me la Barbera di Camillo Donati è piaciuta. Molto. Indipendentemente dal fatto che sia un vino biologico. Non sono uno di quelli che afferma che il vino deve essere assolutamente biologico. Tanto per farle un esempio, nei prossimi parlerò di un vino biologico, bevuto in una degustazione alla cieca: l’ho trovato scontroso, “puzzoso” e per nulla piacevole. Eppure alle persone che erano con me è piaciuto moltissimo. Come spesso affermo il degustare i vini è un fatto assolutamente soggettivo: per fortuna i nostri palati sono unici.
a presto!
Sono d’accordo con lei nel dire che vogliamo vino buono. E questo a mio avviso lo è: l’ho bevuto almeno altre 3 volte dopo quella degustazione, non riscontrando mai difetti o scarsa piacevolezza. In ogni caso, come affermato prima, ci sta che a lei non sia piaciuto. Non è un reato non condividere gli stessi gusti