Caluso Passito Doc Pescarolo 2004 – Le Baccanti

pescaroloVarchi un antico portone e ti ritrovi in una vecchia corte. Centro storico di Caluso, antico borgo dedito alla viticoltura: Le Baccanti. E il giovane padrone di casa ti accompagna subito laddove i grappoli spargoli dell’Erbaluce, raccolti già un mese fa, riposano, appassiscono, concentrano gli zuccheri per poi essere pigiati e dare il celebre passito. Poi entri nella sala principale dell’antica dimora e nel bicchiere trovi il nettare prodotto con gli acini che hai visto poc’anzi. Non proprio quelli… ma gli stessi grappoli che erano lì, appesi, 5 anni fa.
Osservi il bicchiere: ambra, colore affascinante, pieno di luce e di riflessi. Poi rotei il bicchiere e ti rendi conto di come gli archetti si attaccano al bicchiere. Tuffi il naso nel bicchiere: un’epifania di ricordi infantili, come ogni volta che assaggio un passito di Erbaluce. I fichi secchi, la frutta secca, le nocciole; il miele, in questo caso vigoroso, di castagno. E a chiudere, in lontananza una leggerissima nota ossidata di smalto, che paradossalmente, regala profondità e completa, non azzoppa, il profilo di questo passito. In bocca è sorprendente per freschezza e sapidità. Un leggera predominanza dell’alcool sulla morbidezza non lo rende del tutto armonico. Ma signori, è già un gran bel passito. Finisce lungo e regala note fruttate di mela e uvetta. Ho la bottiglia ancora davanti a me. E non mi annoio nel sorseggiarlo lentamente. Complimenti.

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