Freisa d'Asti Doc Arvelé 2004 – Cascina Gilli

arvele_2004Facciamo un gioco. Proviamo a antropomorfizzare un vino. Questo Arvelé 2004 di Cascina Gilli chi potrebbe essere?
Un soldato del passato, un alto ufficiale di qualche esercito sette-ottocentesco. Un generale, di quelli importanti, dell’esercito sabaudo. Ci sta. Perchè un generale dell’esercito sabaudo non può che avere un aspetto austero, arcigno, forse duro. Deciso, uno di quegli uomini di un tempo tutto d’un pezzo. E questo vino lo possiamo ritrovare in questa descrizione: rosso rubino con un leggero riflesso granato, luminoso. Ma serio, tanto che potrebbe ricordare vini piemontesi considerati più nobili. Al naso è deciso, non si tira indietro: fruttato, marasche e confettura di more, spezie, tabacco dolce (un generale fuma di sicuro un sigaro, ogni tanto).
Ma come ogni gentiluomo sabaudo, dietro l’austerità si cela l’eleganza, la signorilità: i sentori al naso per quanto decisi non sono mai fuori dalle righe. Ed in bocca, signori, l’eleganza è immediata. Nota stilistica evidente, la raffinatezza: equlibrato in ogni parte, tannini integrati seppur ancora presenti, freschezza e ed alcool ben distribuiti. Lungo, chiude leggermente amarognolo
Molto piacevole, gran bella bevuta. Complimenti.
Mi scusi generale, ha ragione, non le devo fare i complimenti: sbatto i tacchi e mi metto sull’attenti. E la saluto con doverosa deferenza.

P.S.: Arvelé significa rivelazione. Mai nome fu più azzeccato

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