Malvasia Nera del Salento IGT La Bonaccia – Guarini

82_bonacciaLo devo ammettere: l’enosnob che è in me ha provato a dissuadermi dallo scrivere questo post. Combattuto tra il doctor Jekyll e il Mr Hide mi sono domandato se era il caso di parlare di questo vino. E poi ha prevalso la mia parte sana (o almeno, quella che a me piace definire tale). Perchè non parlarne? Perchè è una bottiglia da 1,99 euro presa presso la GDO? Perchè non ha etichette altisonanti? Perchè? A maggior ragione considerato che è stato un piccolo dono che mio figlio, 6 anni e mezzo, mi ha fatto trovare sul tavolo: “perchè mi è piaciuta la bottiglia, papà“. Bottiglia che, come si può osservare sul sito del produttore, ricorda più una birra. Etichetta un po’ retrò, poche e scarne informazioni.
Messa in frigo l’ho assaggiata questa sera. Il colore era molto carico, denso, impenetrabile, tra il purpureo ed il rubino. Non proprio inchiostro, ma quasi. Sull’etichetta c’era scritto “vino frizzante”: la spuma, che voleva ricordare il mare, però non si è vista. Al naso era immediata: vinosa, fruttata ed alcolica. Anzi: alcolica, vinosa e fruttata. Ricordava le amarene sotto spirito e il mosto. In bocca entrava subito con un leggero pizzicorio (ecco il frizzante) e l’alcool. Poi freschezza decisa e “morbidezza”. Tannini non pervenuti e leggero residuo zuccherino che non la rendeva del tutto secca. Di media persistenza, tapezzava la bocca con una sensazione marmellatosa. Non posso certo affermare che sia stato un assaggio felice. Però, come diceva una delle persone che più stimo nell’ambito degustazione, bisogna anche passare attraverso gli assaggi deludenti per poi apprezzare maggiormente ciò che è buono e valido. Pertanto assaggio non felice ma istruttivo….

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