Curbaran Vino Passito – Il Tralcio

curbaranUna delle cose più interessanti nell’avvicinarsi al mondo del vino è lo scoprire posti e persone. Detto banalmente, si aprono miriadi di mondi, più o meno micro e sconosciuti. Ed ognuno di loro, seppur piccolo, nasconde fascino. Prendo come paradigma dell’assunto appena enunciato questo vino, il Curbaran: se fino ad un paio di anni fa mi avessero domandato cosa era il Doux d’Henry, avrei fatto scena muta. Non sapevo, somma ignoranza, della produzione enoica del pinerolese, e non conoscevo quest’uva. E fino ad un anno fa, non fosse stato per il Tralcio, produttori in quel di Bricherasio, non avrei neppure saputo dell’esistenza di questo passito.
Assaggio particolare, che si diverte a spizzare l’assaggiatore fin dal colore: rosa abbastanza carico o rosso scarico? Aranciato o arancione? Colore strano, molto vivo, brillante mi verrebbe da dire. Al naso sono subito chiari i sentori di frutta sotto spirito, le ciliegie, il floreale, con la nota di lavanda che avevo già riscontrato nell’assaggio del Doux d’Henry effettuato in passato (qui il post) e sentori speziati dolci, vaniglia e un leggero ricordo di noce moscata, lontano e delicato. In bocca è dominato dalle durezze, con una freschezza importante e una bella sapidità. L’alcool è ancora un po’ prepotente. Denota, a mio parere, ancora una certa esuberanza giovanile e la paga con una morbidezza che non riesce a tenere completamente testa alle componenti appena descritte. Insomma, un passito più che discreto, che potrebbe evolvere, affinandosi, nel medio periodo: le premesse paiono buone perchè è dotato di una buona struttura ed è molto persistente, con una chiusura fruttata interessante e piacevole.

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