Franciacorta DOCG Brut 2002 – Ca' del Bosco

Post sperimentale. Live si potrebbe definire. Perché la bottiglia è stata appena stappata e le note che seguiranno saranno immediate:sentito, annusato, gustato, scritto.
Bollicine, bollicine. Ho proprio voglia di bollicine. Dopo il Parosé del Mosnel, che ha acuito questa “sete di bollcine” ecco affrontare una bottiglia importante (Chardonnay 50%, Pinot Bianco 20%, Pinot Nero 30%, 41 mesi sui lieviti). Ca’ del Bosco è un produttore di notevole importanza. E degustare una bollicina di 7 anni, imbottigliata nell’aprile del 2003, è un’esperienza che dovrebbe essere interessante.
Cappelo introduttivo per lasciar respirare il vino.
Colore dorato pieno, luminoso, pagliuzze d’oro emergono qua e là. Perlage finissimo, persitente e continuo, elegante. Danza continua di queste bollicine.
Primo naso: leggermente chiuso, timidi sentori di crosta di pane
Secondo naso, leggere rotazioni nel bicchiere: primi sentori fruttati e agrumati.
Rotazione più decisa, non me ne voglia Lucia de Il Mosnel (consiglio la lettura di questo simpatico post): nocciola, leggerissime spezie dolci, torna il frutto, sentori di gelsomino molto freschi, qualcosa che può ricordare l’erbaceo. Mineralità. Accidenti, si sta aprendo con una ventaglio di sentori impressionante.
Assaggio: frustata di freschezza ed effervescenza. Secchissimo. Agrumi spremuti.
Secondo assaggio: freschezza decisa ma non invadente come al primo assaggio. Bella sapidità e struttura notevolissima. Alcool ben integrato e morbidezza sorprendente per un brut. Tornano i sentori fruttati. Persistenza da nonsoqualeaggettivousare: lunghissimo, piacevolissimo, leggermente agrumato e nocciola in chiusura. Corrispondenza naso-bocca molto bella.
Riasaggio e rabbocco: le note floreali ed erbacee prendono il sopravvento al naso. Torna la nocciola; l’assaggio dimostra un equilibrio impressionante tra tutte le parti e conferma la struttura di tutto rispetto. Una bellissima bevuta, insomma….

La scelta di questa bottiglia, questa sera, non è casuale: il 2002 è stato un anno molto importante. Ho conosciuto colei che poi è divenuta mia moglie. Nello stesso anno scoprimmo dell’arrivo di Nicolò. Insomma, le due persone che mi hanno fatto diventare quello che sono, sicuramente migliore di quello scriteriato ragazzino che si divertiva a fare il finto bohemienne.
E questa sera, anzi questo giorno, 29 novembre, è il mio compleanno. 36 anni: varco oramai il “mezzo del cammin“. Fa un po’ di impressione.

Ultimo assaggio e poi assaporerò in scioltezza la bottiglia: al naso la nocciola ora è predominante, seguita dal gelsomino. In bocca i sentori durano un’eternità: avvolgente, piacevole, complesso. Con una bevibilità di grande impatto ed immediatezza.
Prosit, a tutti coloro che vorranno festeggiare, anche solo virtualmente, con me….

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