La mia bottiglia

Come più di mille persone, anche io ho partecipato al concorso letterario indetto da Santa Margherita e Feltrinelli. Il mio racconto è strettamente autobiografico ed ha come protagonista mio figlio. Un omaggio a lui, piccolo grande uomo, così importante nella mia vita.

Scesi in cantina ma mi accorsi di aver dimenticato gli occhiali in casa. Chiamai mio figlio che stava giocando in cortile.
“Nicolòòòòòò” chiamai dalla cantina.
Mio figlio si affacciò alla porta delle scale e chiese “Cosa c’è, papà?”
“Potresti portarmi gli occhiali che ho dimenticato in cucina?”. Nicolò scomparve e pochi istanti dopo sentii i suoi passi lungo le scale. In maniera lenta e prudente scese e arrivò al mio fianco, porgendomi gli occhiali.
Si guardò intorno, osservò le bottiglie e si avvicinò, lentamente. Sapeva che un movimento brusco avrebbe potuto fare cadere qualcosa.
“Papà…”
“Dimmi Nicolò”
“Quale è la mia bottiglia?”
Smisi di rovistare nella cassetta degli attrezzi e mi avvicinai al mobile; sapeva che in cantina c’era una bottiglia “per lui”, solo per lui, la “sua bottiglia”: glielo avevo raccontato tante volte, ma, per la prima volta, mi chiese di vederla; estrassi lentamente una bottiglia e gliela porsi.
Lui la afferrò, con presa sicura e decisa, ed iniziò a guardare l’etichetta.
“Papà, perchè questo bambino guarda il sole?”
Sull’etichetta c’era un bambino, o un putto, o un angelo, che osservava il cielo: per me quel bimbo rappresentava mio figlio e la sua curiosità nel conoscere ed esplorare il mondo.
”Guarda il cielo e il sole perchè sono belli ed affascinanti; e poi perchè è curioso come te” gli dissi sorridendo. Lui continuava a guardare la bottiglia; non aveva ancora iniziato la scuola, ma provò a leggere quanto era stampato.
“B… A…. R….O….L… Barolo, vero papà?”
Annuii con la testa.
“Perchè hai scelto questo vino?” chiese.
“Perchè è uno dei più grandi vini piemontesi e volevo che tu avessi una bottiglia di Barolo tutta per te”
“C…A…N…N…. cannuccia??”. Rise: sapeva di aver detto una sciocchezza, sapeva che quanto c’era scritto non era cannuccia; ma un po’ per gioco, un po’ per pigrizia decise che quella era la parola “giusta”. Continuava a ridere: la sua voce e la sua risata, cristalline, riempirono le volte della cantina. Ridendo a mia volta gli risposi: “Sì, è proprio una bibita, da bere con la cannuccia”. Lui continuò a ridere e mi chiese cosa c’era scritto: “Cannubi”, risposi.
Smise di ridere: “Papà, perchè hai comprato questa bottiglia? Perchè questa bottiglia è mia?”
“Vedi che c’è stampato anche un numero? È il 2003, l’anno in cui sei nato tu. L’ho voluta comprare e conservare perchè così, quando sarai più grande, avrai un ricordo, una bottiglia importante e se vorrai potrai berla”
“E quando potrò aprirla?”, mi incalzò.
“Quando vorrai tu, quando compirai 18 anni, quando ti sposerai o quando vorrai festeggiare qualcosa di importate. O se vorrai potrai semplicemente conservarla”.
“Ma la berremo insieme?”
“Spero proprio di sì”, risposi. Volevo dirgli un sacco di cose, spiegargli, raccontargli. Ma nessuna parola uscì dalla mia bocca. Solo il silenzio; ci guardammo e con uno sguardo, come spesso accade con mio figlio, ci dicemmo molto più cose di tante parole.
Con delicatezza si avvicinò al mobile e posò la bottiglia. Si girò verso di me e mi chiese “Posso venire a vederla quando voglio questa bottiglia?” “Certamente”, gli risposi, “tutte le volte che vorrai. Basta che non la rompi!”. Potevo evitare di fare il rompiscatole. Passò ancora una volta la mano sulla bottiglia, accarezzandola e togliendo un po’ di polvere. Con quel gesto aveva quasi voluto rassicurarmi. No, ero sicuro che non l’avrebbe mai rotta. Aveva capito che per me quella bottiglia, conservata e dedicata completamente a lui, era un qualcosa di importante.
Poi mi sorrise e gridò:“Barolo Cannuccia!!”.
Schizzò fuori, salì le scale correndo e ridendo, per andare ad esplorare ancora un po’ il mondo con gioia e curiosità.

Un sincero grazie a chi, come mia moglie, alcuni cari amici (E.M., P.M. e P.D.B.) e Jacopo, ha avuto la pazienza di leggerlo e consigliarmi…

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