Se il Sottobosco 2008 di Cà de Noci e Il mio Lambrusco di Camillo Donati sono state versioni eretiche (seppur coinvolgenti ed entusiasmanti) del Lambrusco, questa versione di Mazzi & Tasselli è stata, almeno ai miei occhi, una conferma dell’idea che ho del Lambrusco. Insomma, l’emblema della tipicità. Esagerando, IL Lambrusco.
Bella spuma, fine e abbastanza persistente. Colore rubino molto carico, impenetrabile, unghia purpurea. Al naso, come detto in precedenza, mi ha subito dato l’idea della tipicità, magari anche leggermente rustica, con chiari e netti sentori di fiore, una bella viola, e un frutto, la fragola. Tipicità che si conferma in bocca con una certo residuo zuccherino da renderlo abboccato, effervescenza continua e piacevole che grassa bene la bocca, buona acidità e alcool presente ma mai strabordante. Eccellente bevibilità, mi dà proprio l’idea che la morte sua sia con salumi emiliani. Un vino semplice, un Lambrusco estremamente piacevole (e mi conforta leggere che uno che ne sa molto di cibo e di vino confermi sul suo blog le mie impressioni)
Lambrusco Reggiano Doc – Mazzi & Tasselli
– 22 novembre 2009Posted in: Emilia-Romagna, Vino Italia

Bello!
Grazie per essere venuto. La ribalta del Lambrusco e’ solo all’inizio
andrea
Accidenti, ecco il padrone di casa dell’Acetaia San Giacomo! Benvenuto Andrea, grazie a te e alla tua famiglia per l’ospitalità e la bella serata (ed è stato anche molto interessante poter visitare l’acetaia). A proposito dell’Acetaia: in qusti giorni è il suo compleanno e a Reggiolo, il 28, ci sarà una bella festa. E il 29 il Baratto Wine Day: ne parlerò nei prossimi giorni… a presto