Un altro vino che mi ha folgorato. Ultimamente sta accadendo abbastanza di frequente di trovarmi di fronte ad assaggi e bevute che mi lasciano letteralmente a bocca aperta. Per fortuna, vuol dire che la curiosità e la voglia di sperimentare stanno portando i loro frutti. Facile, l’ho sempre pensato, bere le “grandi” etichette. Impagabile scovare le piccole grandi bottiglie. Come questa.
Quanti conoscono la Spergola? Pochi, almeno penso: vitigno che si trova quasi esclusivamente nel reggiano, spesso scambiato per Sauvignon. Bene, questo Querciole 2008 di Cà de Noci, produttore reggiano, non è altro che la vinificazione della Spergola, vigne vecchie più di 30 anni. Colore che non ti aspetti, giallo dorato ambrato, limpidissimo e luminosissimo. E lo osservi e fai fatica a credere che è un vino del 2008. “Sta sulle bucce per almeno 3 giorni” ti dice il produttore che è lì davanti a te. Ti scruta e man mano che passano i minuti il suo volto cambia espressione, sorride. Perchè vede lo stupore che si impossessa della tua fronte e dei tuoi occhi.
Se volessi azzardare un paragone musicale è l’insieme di estratti di Picture at an Exibition di P. Musorgskij: l’attacco è “La capanna di Baba Yaga“, il dispiegarsi “La Promenade“, la chiusura “La Grande porta di Kiev“. Epico. Da non credere. Ovviamente nella versione orchestrata di Ravel.
Al naso c’è una piacevole aromaticità, fiori secchi ed erba. Frutta, la pera è lapalissiana: alla cieca avrei pensato al Priè Blanc valdostano. Giunge anche una leggera nota speziata, che rende questo vino sorprendentemente complesso. E in bocca ciò che non ti aspetti: vino verticale, un fendente di freschezza si pianta in mezzo al palato. Immediatamente tutti i sentori percepiti al naso invadono la bocca: si aggiunge l’alcool, perfettamente integrato, sapidità impressionante. Tira la bocca: leggeri tannini ballano. Completo e persistente. Bevibilità incredibile, piacevolezza estrema. Unica nota: da bere subito. Perchè ho assaggiato la versione 2007, trovandola chiusa. Magari era la bottiglia sfortunata ma, come ho detto al produttore, sembrano due cose completamente diverse. Ma il 2008, torno a ripetermi, è spettacolare.
Questo è davvero un grande piccolo (???) vino.

stai diventando sempre più un anarchico e carbonaro del vino, questa spergola è stata una rivelazione anche per me; ammiro Giovanni Masini per il gran lavoro che sta facendo con Ca de Noci una delle più interessanti realtà bio dell’Emilia.
Non so se sto diventanto anarchico e carboanro. Sicuramente conoscere persone, o meglio scout, che ti indicano e suggeriscono vini “alternativi” aiuta molto ad aprire gli orizzonti, scoprendo chicche come queste… ciò non toglie che io continuo ad essere innamorato delle vigne di Carema…
Giovanni è stato davvero un grande a sedersi al tavolo con noi. E la cosa ancor più bella è che alla fine si è pure divertito…