Ancora scandali enoici….

Quando ero bocia (bambino, in dialetto) spopolavano quei buffi omini blu chiamati Puffi. Ve ne era uno, mi pare il Puffo Quattrocchi, molto antipatico, che amava ripetere spesso “te lo avevo detto io“… e ripensando agli ultimi accadimenti e alla chiusura di un post che avevo scritto lo scorso luglio, un po’ puffo mi sento…
Accidenti, qui in Italia continuiamo a farci del male… prima Brunello, poi Amarone (a proposito, dopo i rumors iniziali tutto tace…), ora Chianti. Si parla di milioni di litri di vino sequestrati, pari a quasi 13 milioni di bottiglie, vini taroccati, passati per Doc e Igt, che in realtà non sarebbero altro che scarti di produzione o comunque di qualità non adeguata a quanto riportato sull’etichetta… insomma come scritto giustamente sul blog di Lavinium, Esalazioni Etiliche, in questo splendido post, tutto il sistema è coinvolto. Aziende, enologi di fama nazionale: tutto in nome del guadagno facile.
Ho l’impressione che Brunellopoli sia stato solo l’incipit delle indagini che, a quanto pare, si allargheranno a macchia d’olio un po’ ovunque. Mettendo definitivamente in crisi il sistema vitivinicolo italiano, già discetamente martellato dalla crisi congiunturale. Non basteranno più i proclami “Spumante batte Champagne 22 a 1” o menate del genere. Si arriverà come nell’86, con lo scandalo Ciravegna del vino al metanolo, a mettere sul patibolo tutti: facendo pagare, come al solito, colpe non proprie alle centinaia di produttori che si spaccano effettivamente la schiena in vigna e che cercano di seguire le regole.
Ovvio, le vicende dovranno essere approfondite, i colpevoli, forse, pagheranno. Ma il danno d’immagine è stato fatto. E per risollevarsi occorrerà parecchio tempo. Intanto non possiamo far altro che seguire l’evolversi della vicenda…

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