Barbera d'Asti Doc 2006 – Enrico Serafino

Buonismo a tutti i costi sotto Natale? No.
Allora parliamo del fatto che se si va a mangiare in una regione confinante, si scelgono i vini di quella regione? Soprattutto se sei in una zona in cui il Nebbiolo è il vitigno principe, anche se non sei nelle Langhe? E soprattutto se sei in posto che dista 100 mt da una Cantina Sociale tra le più valide della regione, perchè non ti guardi intorno, andando oltre i tuoi limitati orizzonti?
Bene eno-finto-esperto-sborone che mi scegli la Barbera “perchè è frizzante” e “a me piace solo il Barolo ma non il Nebbiolo” posso dirti che che hai toppato (era una bella barbera ferma) e che sei stato anche un po’ scortese, visto e considerato che ti è stato proposto il vino di quella cantina sociale e tu l’hai liquidato dicendo “a me il vino della casa fa schifo?“, anche se siamo sotto Natale? E PerForBacco, l’ho detto!
Bene, dopo questa divagazione personale posso dire di aver mangiato un’ottima polenta concia accompagnato da uno spezzatino di selvaggina al civet molto valido. Abbinato alla Barbera d’Asti 2006 di Enrico Serafino, brand del Gruppo Campari (l’ho scoperto cercando in rete un’immagine della bottiglia). Vino nel suo complesso gradevole, che non mi ha esaltato a dire la verità, ma sarei ingiusto se dicessi che non era buono. Bel colore rubino abbastanza intenso con riflessi granato, al naso era piacevolmente basica e semplice, giocata sul frutto (fragola, frutti di bosco già in confettura) e qualche nota leggermente speziata (pepe). In bocca si mostrava piacevole, con una freschezza ed una sapidità ben in evidenza e tannini delicati. Abbastanza morbido, si è rivelato essere una bevuta non stonata con il cibo, anche se forse mancava un po’ in corpo. Discretamente persistente, chiudeva con una nota leggermene amarognola e un richiamo del frutto.
Ah, nota a margine… al primo che mi dice la regione in cui mi trovavo (dai che è facile) e il nome del vino principale di quella zona spedirò una bottiglia di quella Cantina Sociale… 🙂

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