La Maranzana – Maranzana

Sempre per merito dei socialcosi, come detto già in passato, si amplia la propria rete di contatti e conoscenze. E dopo le parole virtuali, blog, Twitter o quello che si preferisce, si passa alla conoscenza dal vivo, all’imprescindibile contatto umano che ci vuole in ogni caso. Stamane pertanto mi sono recato a trovare Barbara Pastorino socia conferitrice de La Maranzana, cantina sociale dell’omonimo comune dell’astigiano. Barbara l’ho conosciuta tramite Twitter: fin dall’inizio approccio entusiasta, dopo pochi mesi di presenza si sono lanciati con un tasting panel (qui il post sulla loro Barbera Trabucco 2007). E quindi, complice un collega sommelier originario di Fontanile, paese a pochi km da Maranzana, oggi sono andato a trovarli. Ottima accoglienza, abbiamo visitato in maniera approfondita tutta la cantina, in cui ci sono state raccontate tutte le varie fasi di lavorazione: la visita è stata condotta dall’enologo della cantina, Massimo, che con un approccio molto professionale ma diretto, comprensibile e assolutamente completo, si è mostrato assolutamente disponibile a rispondere alle nostre domande e a soddisfare la nostra curiosità. Alcuni numeri per comprendere la realtà di cui stiamo parlando: più di 200 soci conferitori, 450 ht di terreni, 120-130mila bottiglie prodotte l’anno divise tra Barbera, Dolcetto, Freisa, Bonarda, Brachetto, Moscato e Cortese. E’ sempre utile visitare le cantine, è un modo per ripassare alcuni concetti fondamentali per comprendere il vino: ancora di più se si è seguiti da un tecnico. Terminata la visita ci hanno condotto nella sala di degustazione, in cui ci hanno proposto 4 dei loro vini. Dei 4, due improntati alla classicità ed al territorio, il Moscato 2009 e la Barbera Vezzano 2007, altri 2 frutto di sperimentazione e volontà della cantina di evolvere: un bollicine metodo Charmat il Rosé prodotto con Pinot Noir, appena imbottigliato (10 giorni fa) e il Vespro 2007, blend di Barbera (30%), Merlot (30%) e Cabernet (40%).
Il Moscato 2009 mi ha sorpreso per l’aspetto olfattivo, molto delicato ed elegante, non banale: al di là dell’aromaticità tipica del vitigno, emergevano sentori di miele e erbe officinali, il timo e la salvia. In bocca dimostrava una bella bevibilità e non era particolarmente dolce.
Il Barbera Vezzano 2007 è un vino piacevole (qui il post scritto da Jacopo Cossater, sicuramente parere autorevole): a mio gusto marca il legno in maniera decisa, poi emerge il frutto. La sensazione di legno e vaniglia ritorna prepotente in bocca, e qui il frutto tende un po’ a svanire.
Il Rosé Vino Spumante (Pinot Noir 100%) è stato un assaggio molto particolare, nonostante il vino sia stato imbottigliato 10 giorni fa e necessiti di riposo. Profilo olfattivo elegantissimo, ciliegia sopra ogni cosa, netta pulita. Uno spunto floreale e un ricordo di qualcosa che ho associato alla nocciola. In bocca ha un leggero residuo zuccherino ma non è abboccato o stucchevole: ritorna subito il frutto, bella corrispondenza naso-bocca. Infanticidio, come detto durante l’assaggio: da rivedere da qualche tempo (ed infatti 2 bottiglie sono giunte in Canavese).
Il Vespro 2007 è, mi è parso di capire almeno, il “figlio” prediletto dell’enologo: assemblato di Barbera, Merlot e Cabernet, affina 12 mesi di botte grande. Vino tondo, vino piacevole, un po’ ruffiano al naso ma con un corpo ed una struttura molto interessante in bocca. Equilibrato in ogni sua parte, è una bevuta gentile ed elegante. Dopo l’assaggio ho capito perchè Massimo, l’enologo, ne parlava in maniera così entusiasta. Grandi uve, senza ombra di dubbio, ma anche grande capacità dell’enologo nel trovare il giusto blend e l’equilibrio tra le parti.
Questa visita è stata la dimostrazione di come anche le cantine sociali si stiano muovendo nella direzione della qualità: ma la cosa che più mi colpito è stato l’entusiasmo dell’enologo e delle persone con cui abbiamo parlato (tra cui il Presidente della Cantina che ringrazio per la cortese ospitalità). Entusiasmo, voglia di sperimentare, di emergere, di eliminare quella patina di “antico” che contraddistingue(va) molte realtà associative nell’ambito enoico.
Ovviamente in conclusione il ringraziamento più grosso va a Barbara e Massimo per il tempo che ci hanno dedicato e la disponibilità dimostrata.

About enofaber