Pinot Noir. Pensi alla Francia ed alla Borgogna. Pensi ad un grande vigneto e grandi bottiglie con cui confrontarsi. E forse non si è mai pronti di fronte a tanta grandezza. In questo caso non è Borgogna ma, sorprendentemente, Alsazia, terra di grandi bianchi (grandissimi, pensando a uno tra i tanti, il Gewurtztraminer di Pierre Frick) e rossi sconosciuti. Come questo Pinot Noir 2007 di Binner. La prima constatazione da fare è che nonostante la grande piacevolezza riscontrata (soprattutto al naso), questo è un vino giovane, se non giovanissimo. E nonostante questo dimostra già una stoffa ed una complessità notevolissima. La domanda è tanto banale: dove potrà arrivare questo vino? Banale quanto la risposta (ovviamente la mia risposta): grandissime soddisfazioni ed enorme piacevolezza.
Colore rubino scarico, limpido: al naso è elegantissimo e cangiante. Parte con una leggerissima riduzione, poi viene fuori il goudron; evolve e lascia spazio ad erbe officinali e spezie, e all’improvviso viene fuori il frutto, fragrante e giovane. In bocca sembra quasi pizzicare appena versato nel bicchiere. Possibile rifermentazione in bottiglia. Ma questa sensazione scompare: bella freschezza e sapidità, si approccia con una struttura ancora abbastanza esile, peccando in morbidezza. Nonostante questo i tannini appaiono già relativamente gentili, sicuramente vivaci ma non scontrosi. Personalmente mi è piaciuto un sacco (soprattutto per l’aspetto olfattivo): ma in bocca, nonostante l’apparente esilità, non mi ha deluso, dimostrando una piacevole persistenza e un finale giocato sul frutto e sulle spezie
Ho riletto la recenza che fece Jacopo Cossater su Enoiche Illusioni: sicuramente concordo con lui nel ritenerlo giovanissimo, ma quasi di sicuro il percorso evolutivo del vino ha donato qualcosa in termini di struttura. E a questo punto sarà quasi un obbligo riassaggiarlo tra qualche tempo… come detto prima, penso sarà una bella sorpresa…

Grazie per la citazione Faber. Non ti nascondo che il pinot nero di Binner non mi abbia mai convinto *davvero*.
Si, ok, ottima bevibilità, ma ho sempre trovato qualche acidità di troppo, di quelle che ti lasciano un po’ così. E poi, un paio di volte, qualche odore troppo *biodinamico*, non so se mi spiego, che nell’interezza dello spettro olfattivo stonava. Altre volte invece no, era molto pulito.
Insomma, un grande bho.
Caro Jacopo, grazie per il tuo commento; evidentemente sono stato fortunato con la bottiglia degustata, visto che la bevuta, per me, è stata convincente. A questo punto non posso far altro che riassaggiare questo Pinot: sarebbe molto interessante poterlo fare in tua compagnia, sia viste le tue esperienze pregresse, sia visto che oramai è risaputo che sei il mio web-wine-writer preferito
. A prestissimo
tocca dire agli amici de Il Consorzio di mettere via la magnum che hanno di questo gran vino, in attesa di avere Jacopo a Torino.
Vero, dimenticavo questo piccolo particolare! Bhè, a questo punto Jacopo non può tirarsi indietro.. giusto?!?!?
Chiaro ragazzi. Vi prometto un passaggio entro la primavera (circa
Splendido!! Ti accoglieremo con tutti gli onori del caso…