In questo caso è sicuramente difficile raccontare l’emozione che ho avuto bevendo questo vino. Vino è addirittura termine quasi riduttivo. Posso dire che nei miei appunti l’ultima parola scritta è stata “eccellente“. Ma sicuramente non rende bene l’emozione di trovarsi di fronte ad un vino di 14 anni della Loira : Chenin Blanc in purezza, vinificazione direttamente in botte, lunghi affinamenti. Dimenticavo: Domaine Huet è stato per certi versi precursore della biodinamica, un visionario in passato.
Ma al di là delle questioni tecniche, questo è un vino che colpisce per integrità, perfezione, eleganza. Colore dorato, con un leggero richiamo all’ambra, dimostra già una discreta consistenza nel bicchiere. Al naso è un continuo inseguirsi di sentori: miele di acacia, zafferano, erbe aromatiche, timo, rosmarino e salvia; anche un leggero richiamo al floreale, zagara, e al fruttato, note di frutta a polpa bianca molto matura. Sentori, e questo è l’aspetto più bello, netti, puliti, che non smettono mai di salire. Ho passato lunghissimi minuti con il naso nel bicchiere, cercando di cogliere tutte le sfumature. Di sicuro non ci sono riuscito, ma c’è uno stato d’animo che descrive bene quegli istanti: serenità e piacevolezza. Quiete.
In bocca è (copio direttamente gli appunti) decisamente fresco e sapido, morbidissimo, leggermente abboccato, lunghissimo e piacevolissimo. Non finisce mai, persistenza record. Bevibilità enorme, scorre lieve in bocca, lasciando una scia di miele e nocciole. E quel che impressiona è il fatto che un vino del genere può durare tantissimi altri anni, senza colpo ferire, migliorando ed evolvendo.
Grandissima emozione e grandissima bevuta. Eccellente.
Vouvray Le Mont Premier Trie Moelleux 1996 – Domaine Huet
– 11 gennaio 2010Posted in: Francia, Vino Estero

Carissimo Fabrizio,
Sapevo che la “bottiglietta” avrebbe trovato preparati i tuoi sensi !
Quello che stupisce di questo nettare è sicuramente la sua eleganza, con tutta quella complessità e persistenza, è nella nitidezza percettiva che, secondo me, eccelle.
Sicuramente uno dei vini che considero come esempi da perseguire nella vinificazione.
Ciao
Paolo
Bottiglie indimenticabili non c’e’ altro da dire..Ciao Massimo
Hai ragione Massimo. Indimenticabili e impossibili da raccontare per la loro grandezza che “trascende” il linguaggio (ok, mi sono fatto prendere un po’ la mano..
). a presto!
ottima recensione
vedi ad esser vanesi?
è veramente una bellissima recensione, mi sembra quasi d’esser stato con te a degustarlo!
Grazie mille, il tuo commento mi lusinga davvero. Grazie, di nuovo. A presto!
Grazie mille; però è anche merito del vino. Davvero uno splendido assaggio!!