Vouvray Le Mont Premier Trie Moelleux 1996 – Domaine Huet

In questo caso è sicuramente difficile raccontare l’emozione che ho avuto bevendo questo vino. Vino è addirittura termine quasi riduttivo. Posso dire che nei miei appunti l’ultima parola scritta è stata “eccellente“. Ma sicuramente non rende bene l’emozione di trovarsi di fronte ad un vino di 14 anni della Loira : Chenin Blanc in purezza, vinificazione direttamente in botte, lunghi affinamenti. Dimenticavo: Domaine Huet è stato per certi versi precursore della biodinamica, un visionario in passato.
Ma al di là delle questioni tecniche, questo è un vino che colpisce per integrità, perfezione, eleganza. Colore dorato, con un leggero richiamo all’ambra, dimostra già una discreta consistenza nel bicchiere. Al naso è un continuo inseguirsi di sentori: miele di acacia, zafferano, erbe aromatiche, timo, rosmarino e salvia; anche un leggero richiamo al floreale, zagara, e al fruttato, note di frutta a polpa bianca molto matura. Sentori, e questo è l’aspetto più bello, netti, puliti, che non smettono mai di salire. Ho passato lunghissimi minuti con il naso nel bicchiere, cercando di cogliere tutte le sfumature. Di sicuro non ci sono riuscito, ma c’è uno stato d’animo che descrive bene quegli istanti: serenità e piacevolezza. Quiete.
In bocca è (copio direttamente gli appunti) decisamente fresco e sapido, morbidissimo, leggermente abboccato, lunghissimo e piacevolissimo. Non finisce mai, persistenza record. Bevibilità enorme, scorre lieve in bocca, lasciando una scia di miele e nocciole. E quel che impressiona è il fatto che un vino del genere può durare tantissimi altri anni, senza colpo ferire, migliorando ed evolvendo.
Grandissima emozione e grandissima bevuta. Eccellente.

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