Aglianico del Vulture Doc 400 Some 2006 – Carbone

Secondo voi è possibile definire un vino erotico? A sentire la persona che mi ha fatto assaggiare questo Aglianico del Vulture è possibile. Anzi, ha tenuto a sottolineare che per lui (per chi non l’avesse capito sto parlando di Vittorio Rusinà, aka Tirebouchon) questo è IL vino erotico per eccellenza. Io non mi spingo a tanto, avendolo degustato solo l’altra sera, però posso dire tranquillamente che si è trattata di una grande bevuta. Già in passato avevo assaggiato un Aglianico (il Terra dei Fuochi 2006: qui il post) della Cantina Carbone e mi ero trovato di fronte ad un vino molto interessante e piacevole. Questo Aglianico 400 Some 2006 è altrettanto affascinante e rispetto all’altra bevuta guadagna in complessità olfattiva e di gusto.
Colore intenso, rosso rubino carico, profondo ma allo stesso tempo luminoso, al naso offre uno spettro di sensazioni variegato. Si parte da note leggermente balsamiche, quasi “mentolato” e di macchia mediterranea, per poi passare a delicati frutti rossi in confettura; con il passare dei minuti le sensazioni speziate di tabacco, noce moscata e pepe prendono il sopravvento, accompagnate da una delicata sensazione di “legno”, mai stonata o fastidiosa. In bocca l’entrata è decisa e corposa, ma allo stesso tempo elegante. Tannini ben integrati, freschezza e sapidità in evidenza e alcool presente ma non invasivo. Tutto in armonico equilibrio, ogni elemento è “al suo posto” e, come in un’orchestra, l’insieme è molto più della semplice semplice somma delle parti. Vino dotato di una persistenza davvero ragguardevole, lasciando tracce di frutto e spezie molto piacevoli per via retronasale. Insomma, una di quelle bottiglie da conservare in cantina e stappare in quelle occasioni in cui si vuole avere una bevuta emozionante.

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