Umbria Bianco IGT Arboreus 2006 – Paolo Bea

Non ho timori nell’affermare che tra i bianchi assaggiati a Perugia questo merita, senza ombra di dubbio, la palma di miglior assaggio. Punto. Senza se e senza ma. A tal punto che è l’unica bottiglia che ha raggiunto i piedi delle montagne del Gran Paradiso.
Arboreus 2006, Trebbiano Spoletino in purezza, affinamento per 21 giorni sulle bucce passa 2 anni solo in acciaio. Vino assolutamente particolare fin dal colore, con una dorato antico intenso, bello, luminoso. Al naso c’è un leggerissimo sentore di uve appassite: Paolo Bea, produttore preparatissimo e assai disponibile, mi ha raccontato che sulla massa totale delle uve, utilizza circa 5 kg di uve leggermente appassite per conferire una certa aromaticità. Fortuna o allenamento, non spetta a me dirlo, l’ho azzeccato (e prima di dirlo al produttore ho messo le mani avanti dicendo “forse sto per dire una cretinata“). I sentori sono quelli della frutta molto matura (albicocca), di fiori secchi e un lontano ricordo di miele. Potrebbe sembrare eretico ed irrispettoso ma per certi versi il profilo olfattivo potrebbe ricordare, alla lontana, quello di un passito. In bocca ha un’acidità evidentissima, con sapidità e calore che si contendono il secondo gradino del podio. Struttura notevolissima e persistenza invidiabile chiudono il profilo, di altissimo livello, di questo vino. Ritorno per via retronasale di sentori di miele davvero piacevoli. Mi è stato consigliato di conservare la bottiglia per un po’ di tempo e riassaggiarla più avanti nel tempo. Solitamente questi consigli li applico alla lettera: ma nel caso di questo vino non so se riuscirò a seguire i dettami dati, anche in previsione di una rimpatriata con alcuni amici del cuore… persone che meritano di condividere questo grandissimo vino…. 🙂

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