Il signor Nessuno

Lo so, dopo questo post un caro amico mi perculerà (cit.) selvaggiamente. Perchè dopo una settimana di silenzio, in cui non ho neppure aperto l’area di amministrazione del blog e guardato le statistiche, ho un sacco di pensieri che si affollano e fanno sbattere violentemente i due neuoroni presenti nella mia testolina. Forse questa pausa di riflessione era necessaria.
Da un lato c’è l’essere andato al Vinitaly (per la prima volta, lo ammetto), aver conosciuto o incontrato nuovamente un sacco di persone contattate tramite la rete, aver sentito il calore delle persone. Questo è bello, dà energia, regala motivazioni. Ho assaggiato un sacco di vini, forse ne parlerò prossimamente.
Il lato B della faccendo è invece molto più pieno di dubbi e domande: prima fra tutti del “perchè ho un blog in cui parlo di vino?“, seguita dal “c’è qualche finalità?“. La risposta vera è perchè mi piace. E non nascondo che in futuro mi piacerebbe davvero poter andare oltre la semplice passione. E qui sorge la vera questione: “ne sono, ne sarei capace?“.
Vedo un mondo popolato da un sacco di gente che ha certezze e sicumera che non mi appartegono: io non sono umile “di facciata”. Lo sono perchè sono consapevole di avere un sacco di cose da imparare. Ma come faccio ad imparare? Una delle questioni per cui sono insoddisfatto è che non vedo in me un miglioramento né nella degustazione né nella modalità del scrivere di vino.
Ho studiato pianoforte per lungo tempo, dall’età di 8 anni, ho avuto maestri di primo piano fino all’età di 15 anni. Poi ho scelto, adolescente controcorrente, di seguire la mia strada. Basta lezioni, basta impostazioni rigide, volevo “creare e suonare” solo i miei pezzi. Sono andato avanti circa 4 anni. L’ultimo concerto che feci, a Torino, Terrazza sul Po, 27 giugno 1993, fu molto bello, c’era un sacco di gente venuta ad ascoltare me. Me. Egocentrismo alle stelle? No. Quello fu l’ultimo atto della mia “vita di musicista”, una delle tante vite vissute in quasi 37 anni di vita.
Poi smisi perchè da un anno non “scrivevo” pezzi nuovi e perchè non riuscivo a migliorare la mia tecnica. Perchè non vedevo crescita. Dall’epoca, salvo un paio di volte, non ho più sfiorato i tasti di un pianoforte (l’ultima fu per “far colpo” su colei che è attualmente mia moglie 🙂 ).
Ops, pericoloso parallelo, mi viene da pensare. Solo che oggi sono un po’ più cresciuto e sento che il “mondo del vino” non è un fuoco fatuo. E quindi non sono qui che penso di smettere, giacchè sono solo all’inizio. Però vorrei capire quali sono gli strumenti per migliorare e crescere. E, non lo nego, perchè Enofaber smetta di esere il signor Nessuno. Ma non perchè aspiro alla celebrità. Ma quello che voglio raggiungere, molto più “banalmente”, è la credibilità.
Tutte queste riflessioni sono nate dopo un paio di episodi reali che mi hanno fatto capire come la strada da percorrere sia lunga, di come il signor Nessuno, enoicamente giovane, debba crescere molto.
Comunque… pausa di riflessione (e anche mancanza di tempo).
Ma tornerò presto a raccontare di vino e di vini. Anche perchè si affacciano appuntamenti che mi vedranno parte attiva: una degustazione alla cieca di Barbera (#Barbera1), il 15 maggio nelle splendide colline dell’astigiano e TerroirVino a Genova, dove grazie a Filippo Ronco e Luca Risso, mi divertirò a gustare un po di Wine Garage. A presto.
E tu, che già so che mi perculerai, per farti perdonare mi inviterai a cena Ai Binari….
[l’immagine che accompagna questo post è stata scatta in quel meraviglioso posto che ospiterà #Barbera1]

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