Vermentino di Gallura Docg Lughente 2007 – Cantina del Giogantinu

Avevo dimenticato questa bottiglia di Vermentino di Gallura 2007 della Cantina del Giogantinu in cantina; casualmente, poco prima di Pasqua, l’ho ritrovata, estratta dai sotterranei e portata in casa con l’intenzione di assaggiare questo vino quanto prima. I ricordi dell’assaggio efffettuato oramai quasi 2 anni fa sono sbiaditi: l’impressione però rimasta era più che positiva. E una di queste sere, complice una cena a base di pesce, mi sono deciso ed ho stappato la bottiglia. Tappo integro, nessun sentore strano all’apertura: ottimo. Versato nel bicchiere e mi sono trovato di fronte ad un vino con un bel colore giallo paglierino carico ed intenso, vivace: volendo esagerare si potreva già definire dorato… Al naso era inizialmente molto chiuso: ho atteso parecchi minuti prima di percepire qualche timido sentore. Ovviamente l’ossigenazione e l’innalzamento di temperatura hanno favorito ko sviluppo del bouquet aromatico: non particolarmente intenso e deciso, anzi, delicato ed elegante, ma cangiante ed intrigante, che mi incuriosito non poco. Il sentore più evidente è quello citrino, di limone: sentore che si ritrova a 24 ore di distanza dall’apertura, immutato. Poi i sentori fruttati di frutta a polpa bianca che mi hanno ricordato la più classica delle banane ed infine un sentore che fino a pochi minuti fa non riuscivo ad identificare; subito avevo pensato alla nocciola, leggermente amarognola, ma non ero convinto. Poi mi è capitato tra le mani del mirto: non le classiche bacche, ma il ramoscello con foglie ed un piccolo fiore. Il profumo era inconfondibile ed ho voluto assaggiare anche una delle foglie. Ecco, ritrovato quel sentore che non riuscivo a comprendere.
In bocca era piacevole nel suo insieme: non particolarmente fresco, mostrava una buona sapidità e un buon corpo. Struttura più che discreta, alcool ben integrato, forse peccava un po’ in persistenza. Ritorna come retrogusto finale il mirto, con quella carica di sensazioni “balsamiche” ed amarognole. Sicuramente un vino più affascinante al naso rispetto alla bocca che, in ogni caso, è stato piacevole ed azzeccato come abbinamento con le portate di pesce.

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