Vinsanto di Montepulciano Doc 2001 – Azienda Agricola Crociani

Alcune sera fa si è svolta una simpatica cena, definita punk dall’ideatore (sempre Tirebouchon, chetelodicoafare). Punk non perchè ci siamo presentati con creste o borchie, ma in quanto si voleva sottolineare quel clima di libertà e goliardia che sta emergendo dalle frequentazioni nate in rete. La serata prevedeva wurster provenienti direttamente dall’Austria (ed una serie di salsine da favola), cipolle ripiene alla canavesana (grazie a Tartetatin) e formaggi di varia natura e stagionatura, tra cui un blu di latte vaccino e caprino davvero notevole (ed ostico per chi non ama i formaggi erborinati e strong). I vini presenti a questa cena punk erano quelli della Azienda Agricola Crociani. Tra i vini che abbiamo assaggiato, due mi hanno piacevolmente colpito: il primo, nella mia personalissima graduatoria, è questo Vinsanto di Montepulciano 2001. E, non me ne vogliano i puristi che vedono questo vino come “da meditazione”, io l’ho abbinato ai formaggi, trovando particolarmente “godurioso” (e punk) l’abbinamento con l’erborinato di cui ho parlato poco fa. Perchè la struttura e la potenza di questo formaggio veniva prima contrastata e poi accompagnata da questo nettare dal colore ambrato, limpido e luminoso, che scivolava lentamente nel bicchiere.
Il profilo olfattivo è di quelli che tiene il naso incollato nel bicchiere: prima sensazioni smaltate, quasi di vernice, poi quei sentori che mi piace definire come “il sentore del Natale“: fichi, cannella, miele. In chiusura note di mela molto dolci e suadenti. Tutti i sentori erano molto netti e puliti, eleganti. In bocca colpiva per potenza e struttura: acidità eccellente, alcool perfettamente integrato. Leggero residuo zuccherino, mai stucchevole. Persistente, molto persistente: ecco qui il segreto per cui l’abbinamento con l’erborinato si è rivelato essere vincente.
Un vino, anzi un nettare, poco punk, questo bisogna ammetterlo: anzi, un vino quasi regale. Ma che si è prestato meravigliosamente ad un abbinamento sulla carta un po’ azzardato. Un altro di quei vini da tenere e conservare in cantina.

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