#barbera1 – le schede-non-schede

Ecco, come promesso, tutte le schede-non-schede che sono state preparate per #barbera1. In alcune compariranno anche alcuni dei miei principali punti di riferimento nell’ambito della degustazione: sto parlando di persone che nell’ambito del web e delle degustazioni “carbonare” sono di assoluto ed indiscutibile valore. Tanto per fare alcuni nomi, Stefano Caffarri, Jacopo Cossater e Vittorio Rusinà. Un grazie a loro per “avermi prestato” le parole.

Marchesi Adorno
Cascina I Carpini
La Casaccia
Azienda Cinti
La Maranzana
Taliano Michele
Cascina Tavjin
Antica Masseria Venditti

Per l’Antica Masseria Venditti, nella cartellina, c’era anche la vera storia della Barbera Barbetta. Il sig. Venditti, che ringrazio pubblicamente di nuovo per la disponibilità, mi diede il permesso di stampare il documento e distribuirlo.
Un altro elemento di curiosità che mi piace sottolineare, è che la scheda di Cascina Tavijn sia stata scritta direttamente da Nadia Verrua, che mai fino ad ora si era cimentata nel fare la scheda dei propri vini. Ho dovuto insistere un po’, ma alla fine sono riuscito ad ottenere il suo commento. Spero che abbia perdonato la mia insistenza.

Sul web iniziano ad esserci i primi feed back della degustazione. Oltre a Twitter, oramai canale privilegiato per il tamtam e i commenti legati a #barbera1, segnalo il post di Massimo Dalma.

E con questo posso dire che l’esperienza di #barbera1 sia chiusa.
Sicuramente è stato un momento non secondario per chi è abituato a navigare in rete: le degustazioni carbonare dei “vini numerati” (Lambruschi1-2-3-4 e Barbera1) sono momenti molto particolari e nuovi, in cui si perde il momento cattedratico della degustazione classica e si registra un avvicinamento molto forte tra consumatori e produttori. All’occhio meno attento ed esterno può apparire tutto molto confuso e troppo anarchico: si tratta, in realtà, di una finta anarchia, in cui circolano liberamente e democraticamente le idee. In cui c’è un confronto serrato, diretto e sereno. In cui non ha importanza il voto che si può dare ad un vino, ma alla fine è un momento in cui chi si occupa di vino sente direttamente il polso di chi il vino lo beve..
Aspettatevi altre degustazioni così: si parla già di un #grignolino1, di un #nizzabarbera1, di un #aglianico1 e di un #pignoletto1.
L’enoviralità [cit.] è realtà.

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