Bolgheri Superiore Doc 2005 – Guado Al Melo

Volessi fare l’enosnob, dovrei dire qualcosa di male di questo vino. Fossi un convinto assertore del taglio bordolese e delle guide enoiche, dovrei esaltarlo a più non posso. Scelgo la via della sincerità.
Ottimo vino. Perfetto stilisticamente. A mio modesto parere freddo e poco emozionante. Un unico vero “difetto”: marca troppo il legno. Ma c’è a chi piace così.
Vino che si presenta con un bel colore rubino intenso, con primi accenni tendenti al granato. Discretamente consistente, rotea nel bicchiere abbastanza tranquillamente. Al naso l’apertura è giocata totalmente sulle spezie e sul legno. Tra le spezie emerge, in primis, la vaniglia e poi un accenno di pepe. Io ho trovato anche sentori che potevano ricordare alcune erbe, come il timo e la maggiorana. E poi legno, legno, legno.
In bocca non si trova alcun difetto: equilibrato in ogni sua parte, tannini levigati e morbidi, alcool perfettamente integrato, buona freschezza e sapidità. Insomma, un vino da bere [piacione?] senza alcuna difficoltà. Chiude con una ritorno deciso del legno, forse se mi si permette, un po’ eccessivo. Ma, come detto prima, c’è a chi piace.
Non è uno stile che mi entusiasma, ma non posso disprezzarlo o penalizzarlo, ci mancherebbe ancora. Però, a costo di sembrare logorroico, le emozioni le trovo altrove.

[L’etichetta l’ho scaricata direttamente dal sito del produttore. C’era solo quella, con annata 2003. Il vino degustato era, lo ripeto, un 2005]

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