Colli Tortonesi Bianco Doc Rugiada del Mattino 2008 – Cascina I Carpini

Questo fine settimana, lo si può finalmente dire, è stato il primo vero weekend primaverile-estivo (viste le temperature pomeridiane più estivo, fin troppo, per chi come me non ama particolarmente la calura). E visto che la testa gioca strani tiri, la voglia di assaggiare vini freschi (di temperatura), beverini e piacevoli è aumentata in maniera esponenziale. E quindi sono sceso in cantina (ahimè, scarsamente fornita di bianchi e bollicine) ed ho estratto questa bottiglia di Cascina I Carpini. Dell’azienda di Paolo Carlo Ghislandi (cito il doppio nome poichè mi confessato che lui ci tiene tanto) avevo già parlato in passato, quando avevo assaggiato la Bruma 2005 e il Sette Zolle 2007 (vino anche presente a #barbera1: qui la scheda-non-scheda). Questa volta tocca a questa Rugiada Del Mattino 2008, blend di Cortese, Favorita ed una piccola percentuale di Timorasso.
Il vino si presenta con un bel colore paglierino intenso, limpido e luminoso. Immediatamente versato sprigiona sentori fruttati netti, banana, tipica. Con il trascorrere dei minuti percepisco sentori floreali, che associo al biancospino, e quello che, seppure non correttamente dal punto di vista strettamente degustativo, definirei minerale. Tutti i sentori risultano essere netti e puliti, quasi immediati, mantenendo una certa finezza. In bocca mi spiazza inizialmente per la freschezza (in questo caso non è la temperatura), poichè si palesa un’acidità quasi citrina, molto decisa e persistente, che batte un po’ sulle gengive. Ma subito dopo il primo sorso, la sensazione svanisce e regala una bella persistenza di frutta matura, supportata da una sapidità non indifferente e un alcool mai invadente ma piacevolmente presente.
Una bella bevuta estiva, nulla da eccepire: ed era quello che stavo cercando questa sera, soprattutto con il vino degustato intorno ai 10-12°. Anche se, a mio parere, il meglio, soprattutto a livello olfattivo, lo donava dopo qualche minuto con l’innalzamento della temperatura. Bravo, Paolo Carlo: bevuta convincente 🙂

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