Grignolino del Monferrato Casalese Doc Il Poggeto 2007 – La Casaccia

Proseguiamo con il raccontare i produttori che troveremo a #barbera1. Dopo Cascina Tavijn ed il suo Ruchè 2008, ritorniamo a parlare su questo blog de La Casaccia. Già in passato avevo parlato di loro (e visto che si parla di Barbera non faccio il collegamento al post: se siete curiosi sbattetevi un po’ nel cercare), ma il vedere l’azienda e conoscere le persone ha aiutato molto. La Casaccia si trova a Cella Monte (provincia di Alessandria), affascinante borgo che sorge su una collina ricca di tufo. Prima di visitare l’azienda ci siamo fatti un rapido giro per il paese che trasuda in ogni dove di un’antica nobiltà che, seppur un po’ celata dalla polverosità del tempo, non smette di esistere. L’azienda dispone di una delle cantine più belle, sia da punto di vista estetico sia da punto di vista organizzativo, che mi sia capitato di vedere. Giovanni Rava 10 anni fa ebbe il coraggio di mollare tutto e trasferirsi a Cella Monte per fare il vino. E la scommessa si può dire vinta (per chi volesse approfondire qui un bellissimo scritto di Vittorio Rusinà, aka Tirebouchon). L’azienda produce principalmente Barbera , Grignolino e Freisa (qui l’intera produzione dell’azienda).
Grignolino e Barbera si contendono il cuore di Giovanni: e devo dire che assaggiandoli si capisce il perchè. Vini diretti, semplici e schietti, come lui ha dimostrato di essere nel corso della visita all’azineda. Entrambi dotati di bella beva, semplice ed immediata. Questo Grignolino 2007 ha dato il meglio di sè addirittura a 24 ore dall’apertura, non mostrando segni di cedimento o stanchezza. Anzi, bel colore rubino scarico, al naso è giocato sulle note fruttate (fragola e ciliegia) e quel sentore speziato che, forse esagerando, si potrebbe quasi definire quasi come l’aromaticità del Grignolino. Se non è un caratere “aromatico” è sicuramente un corredo olfattivo facilmente riscontrabile. In bocca, come detto prima, la beva è il tratto più evidente. Mi sarei aspettato maggiore freschezza e tannicità mentre alla fine la morbidezza non veniva certamente meno, anzi, dava alla bevuta una certa rotondità. Chiude, anche in questo caso tipicamente, con una nota ammandorlata, leggermente amarognola non dotata di una persistenza lunghissima. Bevuta davvero piacevole che a mio parere chiama cibo per poter essere apprezzata ancora di più.
La Casaccia sarà presente a #barbera1 con la Barbera d’Asti Doc Vigna Sant’Anna.

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