Borgo San Daniele – Cormons (Go)

Capita di incontrare dei produttori nelle cene legate ad eventi enoici. Ce ne sono tanti, tutti che ti invitano ad assaggiare i propri vini, “passa da me, passa da me“. Alcuni, senza ragioni apparentemente così forti, ti restano più impressi di altri. Ed il giorno successivo all’invito li vai a trovare.
Questo è il caso di Alessandra Mauri, titolare dell’azienda Borgo San Daniele, realtà friulana in quel di Cormons, provincia di Gorizia. Approccio semplice ed immediato: ma, ancor più importante, vedi e senti la passione quando racconta della sua terra e dei suoi vini, dell’approccio rispettoso del territorio e del vigneto, della sua azienda condotta con il fratello Mauro. Senza troppi orpelli e fronzoli: spiegazioni mirate, al nocciolo degli argomenti trattati. E ripeto, tanta passione.
Alessandra ha portato a Terroir 4 vini, ed il sottoscritto ne ha assaggiati 3: il (Tocai) Friulano 2008, il Pinot Gris 2008 e l’Albis Ros 2006.
Il (Tocai) Friulano 2008 è un vino lineare ed immediato, che a mio parere rispecchia molto la filosofia e l’approccio di Alessandra: diretto, schietto, color giallo paglierino, al naso è fresco, quasi erbaceo e con leggeri ricordi agrumati. In bocca domina la sapidità e la freschezza, è un vino verticale per usare un’espressione cara al maestro Jacopo Cossater.
Passiamo poi al Pinot Gris 2008, vino di cui mi sono innamorato: colore dorato, affascinante, ma ancora giovane nei sentori, segnato con decisione dalla frutta (pera) e dai fiori (glicine). In bocca è una bevuta splendida, freschezza e calore si integrano alla meraviglia. Chiude con un finale leggermente ammandorlato, lunghissimo; sebbene non si dovrebbe scrivere di un bianco, ha un profilo quasi tannico per l’astringenza. O forse, molto più banalmente, è la freschezza. In ogni caso uno di quei vini da avere e tenere lì in cantina. Un vino che a mio parere potrebbe essere interessante e curioso da vedere in evoluzione.
E per chiudere ho assaggiato l’Arbis Ros 2006, pignolo quasi in purezza (90%), con un piccolo taglio di Cabernet. Essendo un pignolo ed essendo un’annata recente, il vino è giovane, tannico, molto fresco. Quasi scomposto se mi è permesso. Lo scrivo, tanto l’ho detto ad Alessandra di persona e non mi tirato dietro nessuna bottiglia e, al contrario, ha confermato come l’equilibrio in questo vino lo si possa ritrovare nel lungo periodo. Insomma, vino da prendere, mettere in cantina e dimenticare per qualche tempo.
In poche parole: una bella scoperta, questa azienda. Penso che fare loro una visita e vedere il territorio così ben raccontato da Alessandra possa essere una buona idea. E soprattutto, assaggiando in loco i loro vini.

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