Isola dei Nuraghi IGT Petra Ruja 2008 – Cantina Li Seddi

Ah, la Sardegna… tutti pensano alle spiagge ed al mare cristallino. Per me invece, la Sardegna, è la brughiera delle montagne, l’arsura delle pietre, l’odore degli arbusti di mirto bruciati dal sole. I Nuraghi, la Giara di Gesturi, Orgosolo, Berchidda, Oliena… insomma, per non smentirsi, l’interno dell’isola. E visto che il periodo è molto vicino alle vacanze, aprire un vino sardo è un modo come un altro per attivare un minimo di teletrasporto e sentirsi per qualche istante lì…
Isola dei Nuraghi Igt Petra Ruja (immagino significhi pietra rossa) della Cantina Li Seddi, blend di vitigni autoctoni sardi quali Cannonau, Muristeddu, Monica e Girò. Anche questa è una bottiglia “catturata” al #bwd di Genova… non lo conoscevo e la curiosità è stata tanta.
Vino didattico, nel senso che mi ha fatto capire che ho ancora una mare di cose da studiare e non si può mai dare nulla per scontato. A partire dall’impatto iniziale. Sapendo che c’è il Cannonau e memore di alcune bevute del passato (qui e qui, ad esempio) mi sarei aspettato un vino dal colore intenso e carico. Invece colore abbastanza “leggero”, non eccessivamente concentrato. Delicato quasi. Al naso emerge subito il frutto, la marasca e poi quella nota terrosa/aromatica che io percepisco in tutti i vini sardi. Quindi: o il mio cervello sente Sardegna e si “sintonizza” sui sentori di mirto e macchia mediterranea oppure è un tratto distintivo dei vini dell’isola che fino ad ora ho bevuto. Sta di fatto che io l’ho sentito. Punto. Bello, mi è piaciuto un sacco e ci sono rimasto sopra un bel po’.
In bocca invece brilla per freschezza e calore. E soprattutto per una caduta verticale nell’immediato. Dico immediato perchè poi, mentre ti potresti sentire “deluso” per questo corpo apparentemente scarno e poco “duraturo”, torna lentamente dalle profondità. E invade la bocca con sentori fruttati molto piacevoli e delicati. Non durano un’eternità, questo no, però sono molto interessanti.
Vino particolare che a mio parere andrebbe servito un pizzico fresco per essere apprezzato al meglio (seppure sono convinto che il naso ne sarebbe penalizzato). Un altro vinino interessante.

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