Malvasia dell’Emilia IGT Le Dune Bianche – Azienda Mariotti

Partire dalla montagna e descrivere un vino del mare. O meglio, della sabbia. Perchè un amico fidato ti consiglia di assaggiare qualche prodotto di questa azienda, definendola “molto interessante”.
E quindi ti approcci a questa bottiglia in un certo modo, con certe aspettative. Stranamente deluse all’inizio ma poi confermate alla fine.
Perchè capita che per una volta ogni tanto, ti venga da dire “meglio in bocca che al naso”.
Naso che fatichi a trovare, che fatichi a comprendere. Poco immediato, seppure le persone che sono con te dicano che è un vino meraviglioso, da bere senza indugio. E tu, invece, indugi. Annusi e lentamente, con fatica e con poca convinzione, entri in contatto con questo vino.
Aspetto visivo tradizionale e tranquillo, paglierino chiaro, con una consistenza nella norma. Poi avvicini il naso al bicchiere: certo, l’aromaticità della malvasia c’è. Poi fiori bianchi, biancospino. Qualche sentore fruttato, ma qui inizia la perplessità: frutta molto matura, quasi cotta, che non ti aspetteresti. Pensi ad un’ossidazione, però non è così. C’è qualcosa che non comprendo: e alla fine, una persona che dice: “questo vino mi piace perchè mi ricorda i profumi del mare e della battigia“. Ecco la chiave di volta. Ecco la nota che in fondo non capivi. Salmastro, non sapido: ricorda in qualche modo il mare. Io al mare ci vado poco, certi sentori, certi profumi sono per me quasi “alieni“.
Poi rompi gli indugi e assaggi questo vino. E tiri un sospiro, quasi di sollievo. Ora sì che ti piace: acidità e sapidità, questa sì marittima, secco, completamente secco. Alcool tranquillo, leggero e mediato. In bocca pervade piacevolmente la bocca e si fa bere senza alcun problema. Lungo, con quella sapidità che dura a lungo. Quella sapidità che ricorda il mare, ma che ora non ti disturba, al contrario.
Meglio in bocca che al naso. E riconosci che l’amico che ti aveva consigliato questo vino aveva ragione. Per l’ennesima volta.

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