Ecco un nuovo tasting Panel, questa volta organizzato da OneGlass Wine, azienda veronese che ha avuto l’idea di proporre il vino in formati mono-dose (100 ml).
Idea nuova e per certi versi rivoluzionaria. Eccellente il packaging di presentazione, con il “librone” contenente un’”anfora” di vino e una brochure illustrativa che racconta la filosofia che è alle spalle di questa idea. I vini proposti sono 4: Toscana Igt Vermentino 2009, Pinot Grigio delle Venezie 2009, Cabernet Sauvignon delle Venezie 2008 e Toscana Igt Sangiovese 2008.
Abbastanza accurate le informazioni sul servizio e sulla conservazione. Al momento ho assaggisto i due bianchi ed il Cabernet.
A questo punto sorge la questione: in un tastng panel si dice la verità o si fa solo pubblicità? I wineblogger che conosco, e a cui ho la pretesa di essere assimilato, basano i propri scritti sulla sincerità e sulla completa indipendenza intellettuale. E io non sarò da meno.
Partiamo dai vini: onesti, senza lode e senza infamia. Profumi sempre abbastanza tenui e precisi, bevute tranquille. Insomma, bevuta che non mi lascia molto dal punto di vista emozionale. Vini comuni, senza necessariamente dare un’accezione negastiva al termine comune.
Quello che mi lascia maggiormente perplesso è:
1) il contenitore. Sarò un inguaribile reazionario, ma la confezione non mi piace, mi ricorda altre tipologie, i vini in brick, tanto per essere chiari. Sono consapevole che i materiali sono differenti ed in questo caso l’attenzione all’ambiente è molto alta, però non mi piace al tatto (“plasticosità viscida“) e lo trovo poco funzionale (anche l’apertura, sia con forbici, sia a strappo, e la conseguente mescita, non è stata delle migliori)
2) le informazioni: su una bottiglia mi piace sapere chi è il produttore, dove si trova, anche in modo da potermi fare delle idee. Sulla confenzione ho visto solo un “confezionato per conto di“. Così non si dice nulla sulla provenienza. E per me è un limite
3) la quantità. Ok è un prodotto per single e coppie, ok ci sono le norme anti-alcool. Però è risaputo che il vino soffre in confezioni di piccole dimensioni. Già reputo la “mezza” bottiglia poco adatta, figuriamoci un plasticoso formato da 100 ml.
Mi sono chiesto se da consumatore, trovando le OneGlass in un negozio o in un centro della GDO, le avrei comprate. La risposta è stata no, per tutte le ragioni che ho detto poco sopra. Ma forse, e questa è un’ulteriore riflessione che lascio a margine, non appartengo al panel più giusto per apprezzare.
Onestamente ho l’impressione che si privilegi la forma rispetto alla sostanza.
Grazie di cuore a Oneglass per questa opportunità e per essersi messi in gioco. Per quel che mi riguarda sono aperto al confronto e alla discussione.

Insomma, anche no!
Ciao, sono Alessandro di Oneglass.
Di sicuro quello che volevamo da questo tasting panel erano opinioni sincere da un pubblico diverso da quello che ci ha dato feedback finora (ovvero produttori e consumatori).
Quindi grazie davvero dell’approccio
Non mi permetto di rispondere alle opinioni personali che hai espresso, vorrei solo lasciarti un commento su due-tre aspetti che mi hanno colpito delle tue osservazioni.
Innanzi tutto sono rimasto stupito dal fatto che hai provato ad aprire Oneglass usando le forbici. Ma perché? È davvero molto più semplice di quello che sembra! Abbiamo anche messo un disegno sul retro della confezione: basta strappare e spremere (ovviamente facendo attenzione a centrare il bicchiere!).
Poi è vero che ho visto qualcuno cercare di allargare l’apertura infilando le dita, ma io onestamente non metterei le dita in qualcosa che poi devo bere/mangiare
Sulle quantità. Quando abbiamo iniziato a ragionare sul vino in monodose avevamo due opzioni concesse dalla legge: 100 o 187 ml. In Italia il bicchiere da enoteca è 100, quindi su questo ci siamo orientati in primis.
Come hai osservato giustamente te il vino soffre in quantità ridotte. Però ti chiedo: hai notato difetti assaggiandolo? Dalla tua recensione non sembra e questo mi induce a supporre che, insomma, tutti i nostri sforzi (3 anni di lavoro) per riuscire a confezione un vino di qualità hanno portato un risultato!
Insomma, è vero che vogliamo privilegiare la forma al contenuto. Ma che male c’è? Di bottiglie in commercio ce ne sono tante, la nostra è una confezione (di carta, quella che tocchi all’esterno è carta!) che vuole portare il vino in quei momenti e quei luoghi dove il vino non si beve.
Sai come lo uso io Oneglass? Stasera ho gente a cena, faccio crostacei e ho comprato 3 bottiglie di Gewurztraminer. Domani sono a un pic-nic con grigliata: mi porto dietro i rossi Oneglass. Lunedì pranzo in ufficio: riso freddo e Oneglass. E dai suoceri vado con una bottiglia, magari con un po’ di polvere sopra