Brevi vacanze

La mia assenza è stata breve, solo una settimana. Ero in quel posto in fondo alla vallata che si vede nella foto. Il luogo da cui ho scattato l’immagine (con il cellulare e quindi la qualità è bassa) è raggiungibile dopo circa 3 ore di camminata su un sentiero abbastanza ripido in mezzo ad un fitto bosco. Fare camminate così permette di sentire profumi e rumori diversi, aiuta anche a rimanere soli con sé stessi in mezzo al silenzio.
Durante queste vacanze, oltre al fatto di essere stato a lungo con mio figlio, vanno ricordati 4 momenti particolari, di cui un paio strettamente enoici.
1) Sperimentare sulla propria pelle cosa voglia dire essere immobilizzati dalla paura: immaginate di camminare di notte con una semplice torcia che illumina la via, un strada di montagna in mezzo ai pascoli. E ad un certo punto senti un fruscio accanto a te, un movimento, un suono di passi pesante. E d’istinto giri la torcia e ti accorgi che a non più di 10 metri c’è un cinghiale. Che ti guarda, grugnisce ed infastidito dalla luce fugge in direzione opposta alla tua. Per fortuna, perchè le gambe non sarebbero state in grado di fare un solo passo.
2) Domandarsi “sogno o son sveglio“, nel momento in cui, mentri passeggi nel bosco sopra indicato, vedi a pochi passi da te una coppia di giovani camosci che appena ti scorgono fuggono per vie impossibili e scompaiono così rapidamente che non ti sembra neppure vero di averli visti.
3) Scoprire che il rosé che ti propongono è un assemblaggio (o meglio, mischiaggio) di un vino rosso e di un vino bianco. E non è un “amico pirla ed un po’ snob“, ma una persona che ha preso due damigiane, una di merlot e una di chardonnay, non meglio identificati e li ha mischiati. Imbevibile.
4) Bere un grignolino che frizza più di uno spumante. E scoprire che, per aumentare le proprietà digestive (sigh?!) del liquido in questione, prima di essere spillato dalla damigiana a quel vino è stato aggiunta una quantità non meglio identificata di uno spumante (quasi di sicuro dolce). Imbevibile (2).
Vacanze brevi, natura selvaggia e splendida. E viste le avventure enoiche, grido convinto “viva l’acqua delle fonti” 🙂

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