Ci sono momenti, in tutte le storie d’amore, in cui dopo l’irrazionalità e l’amore “sempre e comunque” ci si sofferma, volenti o nolenti, e si riflette, cercando di vedere con occhio meno innamorato e più lucido “l’oggetto” del proprio amore. Questo può anche servire per comprendere se è effettivamente amore. Perchè è facile amare il bello, il buono ed il giusto; è facile essere innamorati quando tutto è perfetto e senza ombre. Più difficile è accettare che il proprio amore possa avere dei difetti o, quantomeno, aspetti che proprio non facciano impazzire: se li accetti e vai oltre si può dire che è ancora amore (ovviamente questa conclusione è volutamente semplicistica).
Ok, questo cappello introduttivo molto metafisico serve a giustificare la delusione parziale ricevuta dall’assaggio di questo vino. Si sa che la Valle d’Aosta enoica è per me un amore e l’Enfer è stato il primo vino che mi ha fatto avvicinare alla VdA. Se a questo aggiungi che l’Enfer (ossia il Petit Rouge che si trova nella zona di Arvier) è a mio parere un vino che dà il meglio con l’invecchiamento, ecco spiegata la mia parziale delusione. Che nulla toglie ai vini valdostani e, ancor di più, all’egregio lavoro che Gianluca Telloli sta facendo ad Arvier (oltre che a Morgex).
Però…. vino che colpisce i curiosi per il tappo in vetro, vino dall’etichetta completamente scritta in francese in cui spiega che questo vino segue molto la filosofia bio (pur non potendo avere la certificazione per questioni burocratiche da quanto mi disse Telloli). Vino, e qui il primo aspetto che fi fa storcere il naso, che si consiglia di servire a 14°. Io ho eseguito, pur con alcune perplessità, ma ritengo che nessuno meglio del produttore sappia indirizzarti al meglio. Appena versato si presenta con un bel colore rubino con ancora qualche riflesso violaceo, compatto e fitto, impenetrabile. Al naso è molto chiuso ed in bocca si percepisce una certa freschezza e un frutto piacione, ciliegia, che avvolge il palato in maniera un po’ pesante.
Aspetto che la temperatura si innalzi (cosa abbastanza rapida visto il periodo) e per fortuna le cose un po’ cambiano. Profumi un po’ più delineati, con sempre questo frutto ciligioso in primo piano e poi qualche ricordo di fiori. Man mano che la temperatura sale ecco un sentore carnoso, nel senso lettarale della parola. Carnosità, o materia per dirla più elegantemente, che si ritrova nell’assaggio, dove la freschezza e la sapidità emergono con decisione. Alcool ben presente ma tannini un po’ scomposti. Per fortuna, mi viene da pensare, trattandosi di Enfer. In chiusura si ripresenta il frutto piacione che avevo descritto poco fa. In definitiva non posso dire che si tratti di un assaggio “assolutamente deludente”. Però, dall’Enfer, mi aspettavo qualcosa di diverso. Semplice. Ecco il perchè di questa parziale delusione. Ma detto questo, il mio entusiasmo per la Vda enoica e per l’Enfer non è miminamente scalfito.
Allora (forse) è amore….
Valle d’Aosta Doc Enfer D’Arvier 2008 – Cave de l’Enfer
– 4 agosto 2010Posted in: Valle d'Aosta, Vino Italia

ecco…giusto l’Enfer…visto che io sono stato omaggiato di una bellissima quanto preziosa bottiglia, giusto mi chiedevo quale fosse il modo migliore per apprezzarla…. posso chiedere qualche lume? Leggo che non ti trovi del tutto d’accordo sui 14 gradi centigradi, per il resto? Con cosa si accompagna? Contesto? Post molto bello, tra l’altro…
Ema, la magnum di Enfer che ti è stata omaggiata in occasione della tua laurea è il Cru dell’Enfer, la Digne du Pape. Quell’Enfer è per me l’archetipo dell’Enfer. Da degustare a 18 gradi, con carni e salumi con persone che lo possano apprezzare (ossia aprilo quando ti verrò a trovare
). A parte le battute, è un vino di montagna che può resistere nel tempo. E i formaggi ed i salumi valdostani possono essere accompagnamento edatto. Grazie per i complimenti ed i costante supporto dietro le quinte… (per chi non lo sapesse Emanuele è un caro amico che spesso e volentieri fa da correttore di bozze e motivatore in tutte quelle occasioni in cui vorrei smettere di scrivere su questo blog…
)
eh eh arrossisco per la pubblicità che mi fai, e ringrazio per le dritte circa il magnum enfer, ora che si avvicinano giornate più fresche saprò come valorizzarlo…