Dell’anima della vinaccia

Da bambino associavo gli alambicchi ai maghi o agli stregoni; fuoco, fumo, sbuffi, e la capacità di tirare fuori qualcosa da chissà dove. Anche perchè, in fondo, la distillazione è come estrarre un coniglio dal cilindro, ossia estrarre un liquido da una sostanza, la vinaccia, di suo abbastanza esausta, perchè qualcuno prima ne ha “rubato” una parte per estrarre il vino. Ma con un vago senso mistico, come condensa meravigliosamente in poche parole il buon Jacopo, si potrebbe dire che la distillazione è l’estrarre l’anima della vinaccia e condensarla in qualcosa d’altro, un liquido. Come un bambino mi sono stupito di fronte al profumo delle vinaccia lì nella tramoggia e ancor più sono rimasto basito dal non-profumo di quello che resta dopo la cotta. La stessa materia, la stessa consistenza ma svuotata di ogni profumo o ricordo di quello che era. E poi mi metti vicino alle colonne, un po’ perchè il tepore fa anche piacere in una piovosa giornata autunnale, e ti inebrii con i profumi che vengono fuori. Senti, ritrovi, il profumo delle vinaccia, e mille altri sentori, la frutta, i fiorni. Ma dotati di un'”alterità”, di una dimensione che non riesci altrovi a trovare. Almeno, per quella che è la mia esperienza, nel vino non li percepisci in questo modo: qui sembrano nettissimi, precisi, rotondi e morbidi. E al mattino dopo sono ancora lì, ugualmente puliti, nell’aria dell’alba.
Poi osservi e ti raccontano come viene conservata e affinata e giungi alla fine del profilo produttivo: e a quel punto vieni portato in una grande sala dove ti attende una degustazione di 5 grappe a metà pomeriggio. Insomma, roba per gente tosta 🙂 Ed è sorprendente come in certe grappe, che si potrebbero considerare “base”, al di là dell’alcool, si aprono profumi pulitissimi, quasi eterei. E precisi, ancora più di quelli che trovi nel vino. Ecco perchè mi piace pensare, e scrivere, che nella grappa si concentra l’anima del vinacciolo.
Tutto questo racconto nasce grazie alla visita alla Distilleria Brunello, avvenuta grazie al Tasting Panel organizzato qualche tempo fa. Grande ospitalità e semplicità. Bello, davvero.
A contorno della visita posso dire:
1) ho conosciuto Rossella e suo marito e sono stati una piacevolissima scoperta;
2) ho rivisto Jacopo, uno davvero in gamba, da cui non si smette mai di imparare;
3) ho rivisto Davide; al di là della gioia nel rivedersi, è bello avere la conferma che si parla la stessa lingua e che per alcune cose non c’è bisogno di tante parole, perchè ci si capisce al volo;
4) ho mangiato, finalmente, il baccalà alla vicentina e devo dire che mi è piaciuto assai;
5) ho bevuto lo spritz (bianco)… bhé avete presente i pinguini del cartone animato Madagascar che bramano raggungere l’Antartide e la reazione che hanno quando giungono in loco? Ecco, stessa identica reazione anche per me 🙂

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