Langhe Bianco Doc Coste di Riavolo 2005 – San Fereolo


Straniero in terra straniera“. mentre gustavo questo vino, mi è venuto in mente questo libro, uno dei pochi testi di fantascienza che abbia colpito la mia curiosità in passato. Ecco, queste sono le parole giuste per descrivere questo Coste di Riavolo 2005 di San Fereolo, alias Nicoletta Bocca. “Straniero” perchè parliamo di un vino prodotto in una landa “per vocazione” di rossi, la Langa, e perchè l’uvaggio è Riesling Renano (70%) e Gewurtztraminer (30%). Ma entrambi sono declinati in una versione a dir poco fuori dagli schemi: non aspettatevi di sentire i classici sentori di Gewurtz, un po’ piacioni e utili per fare colpo su qualche fanciulla al primo appuntamento a cena. No, qui siamo in presenza di sentori evoluti e che vengono fuori lentamente, come la frutta surmatura (mela e pera), fiori secchi (camomilla sopra tutti e lavanda), spezie (pepe bianco), erbe officinali (timo) ed una spiccata vena minerale, quasi piccante. In bocca è invece preciso e di una pulizia esemplare: minerale in ogni dove, freschezza abbastanza ben integrata, un leggerissimo ricordo tannico e un alcool, ahimé unico “difetto” leggermente scomposto, o meglio, non del tutto integrato. Per il colore prendo a prestito le parole del mio piccolo grande uomo (quasi 8 anni) che si diverte, per scimmiottare un po’ il babbo, ad annusare i bicchieri e cercare qualche profumo: “Papà, ma in questo vino ci mettono i lingotti d’oro?“. Ecco, giallo dorato, acceso, intenso, vivo, con già qualche leggero riflesso ambrato. Una gioia per gli occhi, perchè luminoso e cangiante.
Era da qualche tempo che non mi capitava tra le mani, o meglio sotto il naso, un vino del genere. La complessità olfattiva e la potenza che si ha in bocca sono affascinanti, seppur non immediati e di non facile lettura. Forse anche per colpa mia visto che avevo stappato la bottiglia e non avevo pazientato neppure un minuto (vista la curiosità). Però, per la soddisfazione ed il piacere ricevuto successivamente sono notevolissimi. Un bell’applauso a Nicoletta Bocca: se lo merita ampiamente…. 🙂

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