Dogliani Dolcetto Docg 2007 – P.G. Mascarello

Ecco un altro dolcetto che mi ha davvero stupito, sempre in quel di Dogliani. O meglio, Clavesana, più a sud, in direzione Mondovì e verso Appennini. L’azienda è P.G. Macarello, da non confondere con il Mascarello barolista di Castiglione Falletto.
Prima di parlare di questo splendido assaggio spendo volentieri due parole per il luogo in cui siamo stati accolti: una villa del ‘700 splendidamente restaurata, elegante ed affascinante. Luogo in cui si svolgono cerimonie e l’effetto scenico è, senza ombra di dubbio, spettacolare. Purtroppo, viste le condizioni climatiche dello scorso fine settimana, non è stato possibile osservare il panorama circostante che, ci è stato assicurato, toglie il fiato.
E per invogliare una gita in quel di Clavesana d’è questo Dogliani Dolcetto Doc 2007, vino di grande personalità e spessore. Colore rubino intenso, carico e profondo, luminosissimo, colpisce immediatamente per la fragranza e la potenza dei sentori: parte con un frutti rossi molto decisi e freschi, di more e fragole, per poi regalare un accenno ancora leggermente floreale, di rosa. E poi emergono note speziate leggermente dolci e suadenti. In bocca è un equilibrio ottimo tra durezze e morbidezze: buona acidità e mineralità, alcool ben integrato, tannini vivi ma mai ruvidi o scontrosi, anzi, morbidi e vellutati. La beva è “semplicemente” semplice, immediata, non annoia ma al contrario un bicchiere finito chiama immediatamente un altro assaggio. Finale lungo, molto lungo, leggermente amaro e ammandorlato. Davvero convincente.
Dello stesso produttore e dello stesso vino si sono assaggiati il 2008 ed il 2006: il primo denota un gran corpo sorretto da una spalla acida non indifferenza ma paga una certa giovinezza ed irruenza. Il 2006, al contrario, è più equilibrato ma non elegante e suadente quanto il 2007 (stiamo sempre parlando, non dimentichiamolo mai, di impressioni soggettive. Ad alcuni, ad esempio, è piaciuto più il 2006 rispetto al 2007: de gustibus, per fortuna).
Un produttore, dolcetti interessanti e un luogo affascinante: tutti elementi per cui vale davvero la pena farsi qualche chilometro.

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