#dogliani – primo giorno

Il tempo è poco e quindi le informazioni saranno spot. Però i padroni di casa de La Pieve mi hanno prestato il loro pc per poter scrivere queste righe. La stufa è accesa, pioviggina e sto bevendo un rosato a base dolcetto fatto in casa, di cui non conosco il produttore. Ma non importa, è piacevole e tutto ciò scalda il cuore e l’anima. Non ve ne è bisogno comunque, perchè qui è un susseguirsi di incontri, emozioni, assaggi, profumi, paesaggi, terreni, produttori. Non è mai noioso, il ritmo è sostenuto poiché i tempi sono molto serrati.
Ieri sera cena a casa di un produttore, Pecchenino, 22 vini tra dolcetti, nebbioli, e altri provenienti da tutta Italia. Alla cieca. Io sono riuscito a beccare alcuni dolcetti e nebbioli (12 su 22: ma sui nebbioli non sono stato in grado di dire se erano barolo, nebbiolo o barbaresco. Mi accontento di avere indovinato il vitigno). Sugli altri zero assoluto. E avevo di fronte uno che azzardava vitigno e annata: e spesso e volentieri le azzeccava. La voglia di nascondersi sotto il tavolo era enorme. Ma era tutto un grande gioco e non era una gara. E quindi va bene così, bisogna sempre imparare da questi personaggi.
Stamani si è partiti con un workshop dove ti spiegano che il dolcetto è un vitigno che necessita di tantissime cure, che ha una grande longevità e che non può essere piantato ovunque alla visita delle colline, dove tocchi la terra, l’annusi, la frantumi tra le dita. Poi vai a casa da Nicoletta Bocca (San Fereolo), dove ti accolgono libri sparsi ovunque, una situazione che rispecchia fedelmente la personalità della padrona di casa: assaggi 3 dolcetti da vasca, provenienti da 3 vigneti differenti, con terreni diversi. E ti accorgi di complessità e particolarità a cui solitamente non presti mai attenzione. Ti “sporchi le mani” mescendo il vino: e non è una figura retorica, vedi la grande sostanza di questo vino sulle tue mani che diventano viola. Poi vai da Boschis e assaggi i suoi Grignolino 2008 (spettacolare, da portare a #grignolino1) e 2009, la Freisa e la Barbera (tralasciando il dolcetto che sperimenterò stasera alla cena) e rimani stupito dall’integrità e dalla pulizia. Assaggi anche dalla vasca il dolcetto 2010 e anche qui ti accorgi di come il terreno sia fondamentale per i profumi e la sostanza del vino. E quindi si corre da Cascina Minella e anche qui assaggi dalla vasca, scoprendo altri profumi e sapori.
E infine vai da Mascarello e assaggi il dolcetto che forse più mi ha colpito, un 2007, dove equilibrio, integrità, profumi e sostanza regalano una soddisfazione ed un’emozione enorme.
Questo, a grandi linee la giornata di oggi… ora doccia veloce, ci si cambia e cena, con tutti i produttori e tantissimi vini. E domani degustazione di annata d’antan di dolcetto. Altre emozioni e profumi. Ma di questo ne parleremo poi 🙂
#dogliani, una rassegna che fino ad ora è una splendida e riuscita avventura.

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