Piemonte Doc Grignolino 2008 – Azienda Agricola Francesco Boschis

Vi ho mai detto che odio i siti fatti in flash? No? Bene, ora lo dico: odio i siti fatti in flash sia perché non mi piace l’architettura che c’è alle spalle sia perché, quando ho bisogno di immagini, è impossibile catturarle. Infatti l’immagine che trovate allegata è presa da un altro sito e, se non bastasse, non è neppure l’etichetta del vino di cui vorrei parlare. Vabbé, questa volta va così ed io imparo a non dimenticare la macchina foto a casa…
Azienda Agricola Francesco Boschis, rinomata per i suoi dolcetti. E quindi perchè scelgo di parlare di un Grignolino? Sia perché mi interessa il vitigno in sé, sia perché questa interpretazione del 2008 mi ha colpito e stupito.
Come forse già sapete sto cercando di organizzare un #grignolino1 nel marzo 2011 e una delle questioni ancora aperte è quella dell’annata dei vini da presentare: a mio avviso si dovrebbe proporre il 2009, secondo alcuni produttori marzo 2011 potrebbe essere una buona occasione per presentare il 2010. La questione è ancora dibattuta e dovrà essere chiarita. Ma sentire Paolo Boschis che dice, “guarda il Grignolino 2009 l’ho imbottigliato circa un mese fa e sarà pronto da bere tra 6 mesi” mi fa pensare. E il giorno prima un altro produttore (di cui prima o poi cercherò di parlare in maniera più diffusa) mi aveva detto più o meno la stessa cosa (nota a margine: questo produttore è di Barbaresco e fa il grignolino lì, a Barbaresco…).
Mi fa pensare perché questo 2008 è integro nei colori granato scarico/mattonato ancora vivo e brillante, perché ha un bellissimo naso ricco di fiori (viola), frutti rossi (fragoline e prugne) e quella classica speziatura un po’ pepata del vitigno. E in bocca il tannino, solitamente rustico nei grignolini giovani, è ancora vibrante ma rotondo, con una bella acidità ed un equilibrio più che discreto. Insomma, una bella bevuta (a 6 euro in cantina), che mi fa pensare, con maggiore insistenza, che il grignolino non è necessariamente un vino da bere “entro l’anno”. Certo non possiamo pretendere invecchiamenti doglianeschi o nebbioleggianti ma forse il tempo, inteso come qualche mese in più, è galantuomo anche nei confronti di questo vitigno. E a conferma delle mie impressioni Paolo Boschis, davvero cortese e paziente, ha aperto anche un 2009: ancora in sofferenza, molto chiuso al naso e scompostissimo in bocca, pur avendo una “linea di continuità” con il 2008. Insomma, da rivedere tra 6 mesi, come direbbe Boschis.
…. a proposito, Paolo, che ne diresti di venire a #grignolino1?

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