Pinotage 2007 – Diemersdal

Il Sud Africa, almeno per me, non evoca i recenti mondiali di calcio e la magra figura rimediata dalla nostra nazionale. Il mio pensiero corre invece ad Andrea Scanzi ed al suo Elogio dell’invecchiamento poichè durante l’esame da sommelier mi fecero una domanda proprio su quella nazione. Ed io, grazie alla lettura del libro di Scanzi, riuscii a cavarmela egregiamente (quando si dice la fortuna….). E poi, nel momento in cui ho dovuto scegliere questo vino, ho pensato al fatto che non mai assaggiato il Pinotage, incrocio tra il Pinot Noir e il Cinsault (o Hermitage), che volenti o nolenti va quasi considerato un autoctono sudafricano. Diemersdal, storica azienda della zona di Durban, mi è stata raccontata e raccomandata come una tra le più affidabili e valide (il costo della bottiglia si aggira intorno ai 14 euro). E questo Pinotage 2007 si è dimostrato essere una bevuta piacevole, magari segnato un po’ dal legno, ma sicuramente dotato di una beva piacevole.
Il colore è un rubino intenso, con unghia leggermente granato, compatto e discretamente consistente, lasciando sul bicchiere diversi archetti e lacrime che scendono lentamente. Al naso il primo impatto è quello delle spezie dolci (tabacco, noce moscata, pepe bianco e l’immancabile vaniglia), poi arrivano i frutti rossi (frutti di bosco, mirtillo e ribes) e in chiusura una vena leggermente balsamica (ma che emerge successivamente). L’assaggio sorprende, almeno me, per l’acidità decisa, una buona sapidità e una morbidezza che avvolge il palato e regala una bella durata e in cui si può notare una buona corrispondenza naso/bocca poichè si ritrovano le note vanigliate (e tostate del legno) e quelle fruttate di frutti di bosco. Vino che mi dà l’idea di essere preparato con/per il cosiddetto “gusto internazionale” e in cui la barrique ha una certa importanza. Stando nel bicchiere perde un po’ di potenza espressiva dal punto di vista dei profumi, appiattendosi un poco ma mantenendo una certa integrità in bocca, soprattutto per l’aspetto dell’acidità e della sapidità. Vino comunque davvero piacevole che si lascia bere agevolmente senza mai dare la sensazione di “pesantezza” o noia. A questo punto sono davvero curioso di assaggiare altri Pinotage…

Tags:

About enofaber