Rheingau Riesling Spätlese Troken 2008 – Weingut Wilhelm Mohr

Oramai sembro un vecchio disco rotto, a furia di ripetere le stesse cose… ossia che nel mondo del vino non si smette mai di imparare, che ci sono sempre mille scoperte da fare, etc etc… ok, sto invecchiando penserete voi (e non è così falso visto che oramai sono più vicino ai 40 che ai 30)… eppure è la verità. Magari con un eccessiva enfasi posso dire che quest’estate è stata quella in cui ho scoperto il Riesling, in partcolar modo nelle versioni del nord Europa, ossia Germania ed Austria (pur non disdegnando altre versioni, sia italiche sia francesi, sia chiaro). E così dopo le versioni della Mosella di Schmitges e di Weingut Steffens, l’interpretazione austriaca di Jurtschitsch Sonnhof, questa volta mi avvicino al Riesling Spätlese Troken 2008 di Weingut Wilhelm Mohr, azienda del Rheingau, terra rinomata per i suoi vini a 200 km est rispetto all’Alsazia.
Perchè mi è piaciuto questo vino? Innanzitutto perchè emerge in maniera evidente e chiara il suo essere Riesling. Ma cosa vuol dire? Il Riesling, almeno per quanto ne posso aver capito io, nelle versioni più giovani si distingue per un colore paglierino abbastanza carico, magari con qualche riflesso già dorato, sentori fruttati di pesca e mela, ricordi erbacei (o meglio, di fieno) e un vago ricordo floreale di gelsomino. Tutti sentori netti e precisi, che si ritrovano perfettamente e precisamente in questo assaggio. Ma la vera natura del Riesling viene fuori all’assaggio: secco, seppure vi sia un leggerissimo residuo zuccherino, e marcato da un’acidità veramente importante e da quel sentore che si potrebbe definire minerale. Ecco, questi sono i caratteri distintivi del vigneto. E questo assaggio è particolarmente fedele a quanto detto fino ad ora. Evidenzia però una particolarità che mi ha colpito: l’acidità (o meglio, per usare la terminologia della degustazione, la freschezza) non è immediata. L’entrata in bocca è segnata dalla secchezza e da una leggera morbidezza che avvolge il palato, dando una primo impatto molto delicato e piacevole. Poi arriva l’alcool, non troppo evidente, ed infine, quando il vino sembra perdere di mordacia e profondità, ecco qui spuntare l’acidità prorompente e inizialmente “corrosiva”, tanto è potente (ma non così potente da non invogliare un ulteriore assaggio, e poi un altro ancora). Vino da provare, senza ombra di dubbio.

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