VdT “Semplicemente Vino” – Cascina degli Ulivi

L’idea della semplicità sta oramai prendendo piede. Dopo anni passati a decantare vinoni muscolosi e legnosi, ora tutto deve essere semplice e genuino. Non mi sono mai piaciuti gli eccessi, né da una parte, né dall’altra. E trovo un po’ fastidiosa questa voglia di ostentarla sempre e comunque (tendenza a cui, purtroppo, neppure io talvolga sfuggo). Ma questo è una mia personalissima considerazione.
Questo “Semplicemente Vino” è un vino da tavola, senza annata e senza uvaggio in etichetta (poi ho scoperto essere Barbera 65%, Dolcetto 30% e altri 5%): il vino si presenta con un bel rosso rubino intenso con un’unghia purpurea che ricorda un po’ il vino di mio suocero. Al naso l’attacco è legato ad una puzzetta (legno fradicio? botte sporca?) che con il passare dei minuti svanisce. Inizalmente vinoso, bel frutto, anche un po’ rustico, “fragolone” e prugna. E poi sentori di legno e spezie dolci (tabacco). A bichiere vuoto si percepisce persino un accenno floreale di viola. In bocca ha una discreta beva ma non ha molto corpo, un po’ seduto, acidità della Barbera non così decisa, leggero ricordo tannico e sorprendentemente morbido. A differenza di quanto scrive Andrea Scanzi, io non l’ho percepito come un vino (del) contadino all’assaggio. Insomma, se partiva con una marcia di rusticità, finiva con una vena di fighetteria. Molto meno semplice di quanto vuole far credere. Vino discreto, punto.

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